La manifestazione
Santini torna a dirigere il “nuovo” Vignaccio
CAMAIORE. Il Vignaccio, locale storico delle colline di Camaiore, passa di mano. Aprendo una serie di grandi novità, dal campo della ristorazione a quello della pasticceria. Dopo 10 anni di guida...
CAMAIORE. Il Vignaccio, locale storico delle colline di Camaiore, passa di mano. Aprendo una serie di grandi novità, dal campo della ristorazione a quello della pasticceria. Dopo 10 anni di guida sicura in mano a Michele Bartoli, il ristorante di Santa Lucia che ha fatto la storia della ristorazione in Versilia, passa alla coppia che già guida Bernardone altra insegna storica del Camaiorese.
Ma procediamo con ordine. Michele Bartoli cede il Vignaccio a Umberto Olivieri, viareggino, e a Elisa Menconi, di Capezzano. Loro continueranno a gestire Berardone – localone da 200 coperti e più, poco sopra Nebraska, ma Elisa si sposterà su Santa Lucia. Dove ci sarà un grande ritorno. A dirigere il locale arriva Riccardo Santini, si proprio lui che lo fondò oltre 30 anni fa.
Santini porterà con sé la moglie Emiliana Antonelli, riformando quella coppia che aveva portato avanti in questi anni l’Arcano del Mare, ceduto dalla proprietà ad un albergatore di Lido di Camaiore. Il ritorno di Santini al Vignaccio ha del clamoroso. È stato lui a creare il mito di un locale che all’inizio degli anni Ottanta era quello che poi sarebbe diventato Marcucci. Ovvero un regno del buon bere e del buon mangiare. Famosi i tagliolini ai tre peperoni, esaltati dal grande giornalista livornese Aldo Santini. Riccardo promette un ritorno alla cucina delle origini, con le chiocciole e la trippa, i tordelli camaioresi e il maialino al forno.
In questi anni della gestione Bartoli, il locale ha mantenuto classe e qualità. Fra i più assidui frequentatori grandi artisti del calibro dello scultore boemo Ivan Theimer. Ma nei decenni sono passati un po’ tutti da quel locale, da Renato Pozzetto a Paolo Villaggio, da Davide Paolini il gastronauta a Edoardo Raspelli, da Renato Zero a Mina. Insomma chi veniva in Versilia difficilmente snobbava la cucina del Vignaccio e la splendida vista della costa che si gode dalla sua terrazza. Aprendo Michele Bartoli resta titolare del bar Pietrasantese e del Cobra cocktail bar sempre a Pietrasanta, ma sembra in procinto di lanciarsi verso nuove avventure.
Ma il passaggio del Vignaccio (osteria con cucina si chiamava quando aprì nella prima sede a fianco della chiesa di Santa Lucia) è solo l’inizio di una serie di movimenti di locali, fra il Lido e Camaiore. Il primo è stato proprio la cessione dell’Argano del Mare. Ma si parla di un altro famosissimo locale del camaiorese che potrebbe passare di mano. Restano invece saldi nelle loro gestioni degli autentici miti come La Dogana ed Emilio e Bona. Camaiore, già capitale della cucina di terra della Versilia, ha in questo ventennio subito la concorrenza fortissima di Pietrasanta, ma ora sembra riprendersi. Vedremo come si muoverà il Vignaccio con il ritorno di Riccardo. Vedremo cosa succederà da Bernardone. Circa 35 anni fa, quando ancora era nella vecchia sede di via Provinciale, Ugo Tognazzi la classificò su Playboy come una delle migliori trattorie d’Italia. Camaiore ha bisogno di ripartire da queste certezze e tradizioni.
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