Il Tirreno

Versilia

Villa Puccini, uno scrigno

di Simone Pierotti
Villa Puccini, uno scrigno

Il ritrovamento di 40 manoscritti inediti «È qui l’archivio più prezioso del Maestro»

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TORRE DEL LAGO. «L’archivio pucciniano per eccellenza è qui, dove ha vissuto il Maestro». Non a Milano, nella sede dell’editore musicale Ricordi, ma neppure a Lucca: i documenti più importanti su Giacomo Puccini sono custoditi nei corridoi della villa-museo sul belvedere di Torre del Lago. Non è uno slancio di sciovinismo viareggino: lo sostiene Gabriella Biagi Ravenni, membro della commissione scientifica dell’Edizione Nazionale delle Opere di Giacomo Puccini nonché presidente del centro studi a lui intitolato. E proprio lei, assieme a un altro studioso del Maestro come Virgilio Bernardoni, ha rinvenuto a Torre del Lago una quarantina di manoscritti musicali inediti composti da Puccini. Un eccezionale ritrovamento che è stato celebrato ieri nel giardino della villa.

Tutto è cominciato un paio d’anni fa, quando la Soprintendenza archivistica e bibliotecaria della Toscana ha intrapreso una prima schedatura del materiale conservato all’interno del museo torrelaghese, al fine di renderlo fruibile e valorizzarlo attraverso lo studio. «Quelle precedenti erano troppo sommarie – spiega la professoressa Biagi Ravenni – per questo non finiremo mai di ringraziare la Soprintendenza, nella persona di Diana Toccafondi, per l’idea e per la perseveranza».

Dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte di Simonetta Puccini, la nipote del Maestro scomparsa nei mesi scorsi, Biagi Ravenni è stata la prima studiosa ad accedere ai documenti inediti. E dentro la villa, tra lettere, foto, riviste e manoscritti vari ha scoperto un vero e proprio tesoro. «Ricordo ancora l’emozione con cui ho preso in mano il primo fascicolo dell’archivio che ha aperto il percorso di cui oggi diamo conto. La maggior parte di quello che abbiamo trovato si riferisce al Puccini giovane ed è curioso che abbia conservato tutti quei documenti: spesso gli artisti famosi sembrano quasi rinnegare quel periodo».

Il caso ha voluto che nel novembre di due anni fa Biagi Ravenni parlasse di documenti inediti proprio con Simonetta Puccini: «Ero accanto a lei durante un convegno su Madama Butterfly ed espressi un auspicio: ci auguriamo che presto potremo consultare i tesori custoditi da Simonetta Puccini a Torre del Lago».

E così è stato. «Sarà l’inizio di un lavoro congiunto che, ne sono certa, porterà a una maggior fruizione dei documenti da parte di tutti». Un’emozione condivisa con il professor Virgilio Bernardoni, presidente dell’Edizione Nazionale delle Opere di Puccini, pure lui legato da un piacevole ricordo con la nipote del Maestro: «Ci siamo incontrati a Treviglio lo scorso luglio, quando aveva ricevuto un premio: si parlava della possibilità di trovare traccia di qualche composizione per organo e le dissi che mi sarebbe piaciuto vederli. Oggi siamo qui e il migliore degli auspici per il ritrovamento di questi inediti non può che essere nel ricordo di Simonetta».

Adesso che è scomparsa, la fondazione che porta il suo nome è oggi presieduta da Giovanni Godi. E per il certosino lavoro svolto dalla Soprintendenza, oltre che per la scoperta fatta da Biagi Ravenni e Bernardoni, non può che spendere belle parole: «L’archivio ha suscitato fin da subito molto interesse fra gli studiosi ed è oggetto di continue richieste per la sua consultazione – dice lui – gli inediti rinvenuti, oltre ad andare ad arricchire la collezione dell’archivio, sono importanti elementi di studio che permettono di approfondire il periodo di formazione del Maestro».

Tra i tanti aneddoti su Puccini ce n’è uno che la dice lunga sulla fama di cui godeva negli ambienti musicali: a raccontarlo è Claudio Toscani, membro del consiglio della Fondazione Simonetta Puccini che ha eletto Godi come nuovo presidente. «Uno storico impiegato della Ricordi ha avuto l’onore di incontrare Puccini quando entrò come garzone di bottega: negli ultimi anni il Maestro andava a Milano dal suo editore a dare istruzioni, annotando i suggerimenti per le versioni più aggiornate delle sue opere su dei foglietti che poi appallottolava. Ebbene, quando Puccini usciva tutti andavano al cestino per accaparrarsi quelli che diventavano veri e propri cimeli. Il mondo è pieno di questi manoscritti, perché Puccini era un mito già in vita. Però quelli che ci consentono di ricostruire la sua vita e le sue opere sono qui a Torre del Lago. E saranno oggetto di tutela e valorizzazione da parte dei nuovi vertici della Fondazione».

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