Gioco
Stretta sulle sagre ma per i ristoratori «si può fare di più»
Non ci saranno riduzioni in Versilia perché siamo già in regola «Sono necessari norme e controlli su abusi ed eccessi»
VIAREGGIO. Regolamento sulle sagre, si può fare di più. Se da una parte la Regione dà una stretta alle manifestazioni paesane con un giro di vite che porterà più ordinesull’organizzazione, dall’altra le associazioni di categoria chiedono che le regole diventino ancora più stringenti su alcuni temi: ci sarebbero infatti ancora dei punti toccati dalla normativa regionale e che di fatto danno fastidio a chi, come proprietari di ristoranti e pizzerie, lavorano nel settore tutto l’anno. Non saranno colpiti aspetti che invece per le categorie sono essenziali. Tanto per fare un esempio: una vera tassa sui rifiuti e i menù più simili a un ristorante che a una festa di prodotti tipici.
«Non si può andare a una una sagra e trovare liste quattro o cinque portate, di mare e di terra, come se fosse un vero ristorante - dice Piero Bertolani di Confcommercio - le sagre sono un elemento costitutivo del nostro territorio, ma chi organizza non può pensare di non avere regole. Sono importanti per le associazioni che guadagnano in denaro necessario per crescere. Ma il problema è che, invece che salvaguardare le nostre tipicità, spesso diventano veri e propri ristoranti temporanei: sono necessari norme e controlli su abusi ed eccessi».
Ma il provvedimento è già un passo in avanti sul tema: Esmeralda Giampaoli di Confesercenti saluta il disegno di legge in maniera positiva ma «bisogna ancora lavorare»: «Dopo anni di battaglie - scrive in una nota - siamo riusciti ad ottenere un regolamento per le sagre e soprattutto un giro di vite per coloro che con “finte sagre” svolgevano una concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori. L’iter è ancora lungo e ancora non esecutivo. È necessario che l queste manifestazioni non creino problemi agli imprenditori che devono rispettare molte regole stabilite dalla legge sia riguardo ai dipendenti che alle prescrizioni igieniche». Il provvedimento della giunta, che dovrà passare in commissione e poi ricevere l’ok del Consiglio, sarà attivo soltanto dal prossimo anno ma la costa, sui punti salienti si in linea con le direttive. Il nuovo codice del commercio infatti mette un freno alle cosiddette “finte” sagre, ovvero quelle feste la cui gestione è affidata a soggetti terzi che incassano parte dei proventi. Il limite massimo di dieci giorni; stesso limite anche per quelle feste che non hanno niente di locale. Via libera per tutti gli altri.Le feste paesane della Versilia, da quelle del Palio a Querceta a quelle delle colline di Camaiore, già rispettano il limite dei dieci giorni. Le altre invece sono organizzate principalmente da Misericordie, associazioni di volontariato o sportive e comitati paesani, quindi pienamente in linea. Il caso Massarosa inoltre, oltre a rientrare nelle fattispecie descritte, già dall’anno scorso aveva dato una sforbiciata agli eventi portando il limite massimo a 15 giorni.
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