Il Tirreno

Versilia

I Comuni saldano tutti i debiti sui rifiuti

di Cesare Bonifazi
I Comuni saldano tutti i debiti sui rifiuti

Il Cav pagherà con un mutuo che verrà restituito dalla gestione di Pioppogatto Ersu dovrà trovare 950mila euro all’anno per l’utilizzo dell’impianto

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VIAREGGIO. Si è chiusa definitivamente la ultradecennale partita del Cav che doveva transare con Tme riguardo alla questione degli impianti di Pioppogatto a Massarosa e Falascaia a Pietrasanta. Ad essere coinvolti tutti i Comuni della Versilia riuniti, appunto, in un unico consorzio. Le amministrazioni hanno trovato finalmente la quadra per liquidare il debito maturato da Massarosa, Pietrasanta e Cav nei confronti della società Tme, ex Termomeccanica: un mutuo dal Mediocredito da 8 milioni che verrà restituito attraverso la cessione del credito al gestore dell’impianto di Pioppogatto Ersu con un canone annuo di 950mila euro.

La questione nasce nel 1988 quando il consiglio regionale approvò il piano smaltimento rifiuti della Provincia di Lucca che prevedeva appunto la realizzazione dei due impianti versiliesi. Pioppogatto avrebbe avuto compiti di selezione e compostaggio mentre Falascaia sarebbe stato l’inceneritore della Versilia. La costruzione e la gestione furono affidate all’associazione temporanea d’impresa costituita da Termomeccanica e Consorzio Etruria. Ma nel 1997 la Regione fece subentrare i Comuni di Pietrasanta e Massarosa nella gestione. Nel 1999 Termomeccanica conferì in Tme il ramo d’azienda relativo agli impianti. La società costruttrice aveva attivato alcuni contenziosi con i Comuni di Massarosa e Pietrasanta sui costi di costruzione degli impianti i cui lavori terminarono soltanto nel 2001. Nel frattempo fu costituito il Cav. Le imprese proposero una domanda arbitrale nell’agosto del 2002 ai Comuni e alla Regione per oltre 80 miliardi di lire (circa 42 milioni di euro). Alla fine di numerose sentenze e ricorsi, diventò un debito da circa 9 milioni e 700mila euro nel 2009 che poi, in seguito ad altre sentenze arrivò ad essere quantificato a 15 milioni e 542mila euro, poi diventati 13 milioni.

Cinque di questi 13 milioni furono pagati dalla Regione poi furono previste delle dilazioni che poi sono state allungate nel tempo con alcune banche e con dei contributi di alcuni Comuni. Mancava dunque da pagare 4 milioni di euro che, con la firma del Cav il 23 di aprile scorso, vengono pagati definitivamente. I soldi arrivano da un finanziamento di Mediocredito di 8 milioni: 4 milioni per chiudere con Tme, oltre tre milioni e mezzo verranno dati alla Regione su quel debito da 5 milioni, circa 100mila euro andranno in Iva.

Il debito con Mediocredito è di 12 anni che verrà pagato con i proventi della redditività di Pioppogatto, come da accordo con Ato. Si tratta di 950 mila euro che il gestore dell’impianto Ersu pagherà annualmente. Denaro che non inciderà sui bilanci dei Comuni.

A fronte del finanziamento c’è stata la necessità di produrre delle garanzie da parte dei Comuni per la rata del credito: è la partita delle fideiussioni. Massarosa si accolla la propria quota, il 50% di Viareggio e il 50% della quota interessi di Seravezza; Pietrasanta si accolla i medesimi impegni mentre Forte, Seravezza e Camaiore si sono accollati la propria quota. Viareggio invece non presta fideiussione perché sono debiti precedenti al 31 dicembre del 2013: tali debiti sono di competenza quindi dell’Osl, l’organo di liquidazione.

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