Toscana
Boom di domande di trasferimento nei vigili urbani Ieri l’incontro
SERAVEZZA. Boom di richieste di trasferimento avanzate dai vigili del comando di Seravezza. Il clima è teso nel corpo della polizia municipale con sede a Querceta. Il caso è scoppiato qualche giorno...
SERAVEZZA. Boom di richieste di trasferimento avanzate dai vigili del comando di Seravezza. Il clima è teso nel corpo della polizia municipale con sede a Querceta. Il caso è scoppiato qualche giorno fa. Il motivo sono alcuni aspetti contrattuali messi in discussione dal sindacato. Fra cui il taglio ai compensi accessori, attuato dal Comune di Seravezza, e la negazione al giorno di recupero per chi lavora un festivo infrasettimanale. Il sindaco Riccardo Tarabella e l’assessore Dino Vené hanno così incontrato ieri mattina i rappresentanti sindacali degli agenti. Secondo l’amministrazione sarebbero al massimo sei i vigili ad aver chiesto il trasferimento da Seravezza. I sindacati, la Uil Fpl (Federazione poteri locali) provinciale insiste indicando in una nota il numero di 11: cioè tutti escluso il comandante. L’incontro di ieri, ha fatto sapere l’amministrazione, è servito a discutere le problematiche inerenti i salari, gli orari di lavoro, i compensi accessori e il recupero delle prestazioni lavorative rese nei giorni di festività infrasettimanale. «L’amministrazione ha dato ampia disponibilità ad approfondire le istanze discusse ed a trovare soluzioni che, nel pieno rispetto delle norme di legge, possano rispondere alle attese degli agenti. Ulteriori approfondimenti e incontri si terranno nei prossimi giorni». Intanto il segretario provinciale Uil Fpl Pietro Casciani, coordinatore enti locali, insieme a Giorgio Merlini e Lino Di Clemente, ribadiscono la loro posizione: «La questione dei vigili del comando di polizia municipale di Seravezza è un tema serio, da affrontare in maniera compatta. Da tempo la Uil Fpl sta seguendo la vicenda, anche con approfondimenti di carattere legale. È ora di dire basta e trovare una soluzione in tempi rapidi». Qualcosa però sembra smuoversi. In base a quanto fa sapere l’amministrazione c’è un’apertura sul riconoscimento dell’orario di lavoro ridotto a 35 ore: una problematica irrisolta dal 2014. Trentacinque, invece di 36 ore. «Da parte di questa amministrazione, che il problema l’ha ereditato ma anche trattato, c’è la piena volontà – ha detto l’assessore Vené – di continuare ad occuparsene». Oggetto di diatriba, invece, è stato il “riposo compensativo” per ogni turno festivo lavorato. Il Comune fa appello al parere dell’Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) che ha chiarito che il riposo compensativo non è previsto.
(t. b. g.)
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