La protesta
La celebrazione a Viareggio racconta i martiri della montagna
VIAREGGIO. «Mio padre, orfano a soli 10 anni dopo la morte della madre nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, oggi lo chiameremmo minore non accompagnato», spiega Lorenzo Guadagnucci, autore del...
VIAREGGIO. «Mio padre, orfano a soli 10 anni dopo la morte della madre nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, oggi lo chiameremmo minore non accompagnato», spiega Lorenzo Guadagnucci, autore del libro “Era un giorno qualsiasi” dedicato alla strage di Sant’Anna, di fronte ad una platea silente riunita nella sala di rappresentanza del Municipio invece che in quella del consiglio. «Gli eredi dei resistenti sono coloro che costruiscono ponti e non muri», sono ancora le parole di Guadagnucci, il cui racconto è quello della vicenda della nonna Elena e del piccolo Alberto «vivo solo grazie ad una disobbedienza nei confronti della mamma». come racconta l’avvocato Claudia Buratti, nipote di vittime dell’eccidio di Sant'Anna e di un sopravvissuto, il nonno «che perse tutta la famiglia alla Vaccareccia». Bambini compresi . Quando l’ “armadio della vergogna” si è aperto è stata Claudia a portare la storia di Elena al figlio, Alberto Guadagnucci: «Elena aveva 34 anni, lavorava, era sola e aveva scelto tenere il bambino concepito fuori dal matrimonio. Così si trasferì da Avenza a Tonfano». Per trovare la morte per mano delle SS.
Ed allora, aggiunge Guadagnucci, «la memoria non può che essere scomoda e portare a pensare alle persone vittime di quelle violenza e a cosa stiamo facendo per tutti altri, oggi». Al termine del suo intervento. Guadagnucci ha chiesto ad amministrazione e consiglio comunale di «aderire alla campagna nazionale “Italia ripensaci”, per la messa a bando delle armi atomiche».
Venticinque aprile come «data dalla quale nessun italiano, qualunque sia la sua formazione, a qualunque colore politico appartenga, può prescindere», sono state le parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro che non ha ignorato quanto pesi nel panorama politico italiano la ricorrenza, anno dopo anno. E per chi ha ancora memoria di quei giorni, per età, così come ai più giovani, il messaggio del primo cittadino è stato: «Preferisco dire che ogni 25 aprile, di ogni anno che passa, di ogni celebrazione, disertata o partecipata, per ogni volta che lo sguardo cade su quella data tinta di rosso nel mese che sa più di tutti di primavera, costruiamo un po’ di futuro».
Alle 12 le celebrazioni, organizzate insieme ad Anpi, presente il presidente della sezione viareggina Luca Coccoli e all'associazione “Libera”, si sono spostate in Largo Risorgimento per un breve concerto.
All’alzabandiera di fronte al municipio hanno partecipato i ragazzi della scuola media Gragnani di Torre del Lago e la banda Pacini di Viareggio.
Donatella Francesconi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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