Italia
Del Dotto a Viareggio: finanzi il terzo spandente a mare
Se l’amministrazione del sindaco Del Ghingaro lo farà, allora Camaiore, che ha pagato i primi due, farà il quarto
CAMAIORE. In attesa delle nuove analisi Arpat sulle acque delle spiagge della Versilia, venerdì si riunisce il tavolo tecnico sulla lotta agli scarichi abusivi che coinvolge i 4 Comuni della costa versiliese. Ed il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, lancia una proposta a quello di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro: «Un piano di interventi mirato per la Fossa dell’Abate, insieme al Burlamacca se necessario. E se Viareggio finanzia il terzo spandente a mare (i primi due sono stati realizzati da Camaiore), il Comune di Camaiore è pronto a finanziare il quarto spandente». Del Dotto continua: «Propongo un piano biennale coordinato Camaiore-Viareggio per la lotta agli scarichi abusivi. E facciano altrettanto Forte e Pietrasanta». Piani nei quali ciascun Comune «scrive quante risorse mette e con che tempi e obiettivi realizza la propria parte».
In attesa di una risposta, ieri Viareggio è entrata nel consiglio direttivo dell’Autorità idrica toscana, in una riunione molto burrascosa: «L'impegno - spiega Del Dotto - è quello di affidare la presidenza della Conferenza territoriale ad un Comune della provincia di Massa Carrara». Presidenza per la quale «serve una modifica alle legge regionale che però è a breve».
Ieri, inoltre, la Regione ha scritto a ministeri della salute e dell’ambiente, all’Istituto Superiore di sanità, università di Pisa, Asl Toscana Nord Ovest e direttore di Arpat annunciando che - per quanto riguarda la sperimentazione con l’acido peracetico - «gli Enti territoriali coinvolti dalla sperimentazione hanno assunto unanimamente la decisione di interrompere, nel rispetto del principio di precauzione, la sperimentazione stessa». La comunicazione della Regione chiede anche di «avviare un confronto tecnico scientifico che vede il coinvolgimento diretto dell’Istituto Superiore di sanità e del ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, in collaborazione con università di Pisa, Arpat, e le strutture dedicate della Asl». Così che si possano superare tutti i dubbi e le perplessità avanzate dall’Istituto superiore di sanità cui si era rivolto proprio il Comune di Camaiore nel novembre 2016, con l’intento di avviare la sperimentazione nella massima sicurezza per l’ambiente e le persone.
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