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Balneazione, primo divieto Ma tutti fanno il bagno
Dopo i nuovi rilievi nella tarda mattinata di ieri è scattato il provvedimento per il tratto di spiaggia che va da piazza Mazzini alla Fossa dell’Abate
VIAREGGIO. Dopo le prime rilevazioni Arpat di stagione, che da mercoledì scorso avevano indicato tre punti di mare non idoneo alla balneazione a Viareggio e due a Marina di Pietrasanta - in tutti i casi per la presenza di valori di Escherichia Coli superiori al limite di legge - ieri Pietrasanta ha revocato l’ordinanza di divieto per i bagni in mare e Viareggio, invece, l’ha emessa. Perché i nuovi campionamenti hanno rilevato che le aree intorno alla foce del Fosso Motrone sono tornate nella norma, mentre sono ancora “non idonee” le aree “Marina di Ponente”, da piazza Mazzini alla Fossa dell’Abate, e “Fosso Abate Sud”, il lato della Fossa che è di Viareggio.
Stando così i dati l’assessore all’ambiente Federico Pierucci ha firmato nella tarda mattinata di ieri l’ordinanza di divieto di balneazione per i due tratti di mare segnalata da Arpat come “non idonei”. Niente divieti, invece, per l’area che dall’imboccatura del Burlamacca va fino a piazza Mazzini, dove le analisi di inizio settimana avevano decretato la non idoneità.
Divieto, quello emanato da Viareggio che è valido - spiega la nota diffusa dal Comune - da ieri «fino a nuove analisi che saranno effettuati nelle 48 ore». L’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro spiega di essere «in contatto con i vertici di Gaia» e di aver «chiesto verifiche immediate sull’impianto di depurazione». Anche se «si suppone che il problema sia dovuto ad uno sversamento improprio avvenuto nei giorni scorsi - documentato dal Consorzio di Bonifica - per il quale sono in corso le relative indagini da parte della polizia municipale e degli organi competenti».
Il Consorzio di Bonifica, interpellato dal “Tirreno”, spiega di essere stato «avvisato dalla polizia municipale di Viareggio» dello sversamento «in corrispondenza del termine di un fosso tombato» nell’area sotto il cavalcavia, zona del supermercato Pam. Resta da capire, adesso, da dove arrivava lo sversamento e che tipo di sostanza sono state sversate nel Burlamacca.
Anche la Capitaneria di Viareggio si è mossa sull’obiettivo mare-pulito, indicato come prioritario nel lavoro della guardia costiera dal Direttore marittimo della Toscana, contrammiraglio Giuseppe Tarsia. «Ho scritto al Comune - spiega il comandante della Capitaneria, Giovanni Calvelli - «chiedendo quali provvedimenti intendevano adottare». Non solo Comune, ma anche azienda idrica Gaia, alla quale la Capitaneria chiede «verifiche sui depuratori». Con la convinzione che un fenomeno di inquinamento come quello che si è verificato alle prime misurazioni di Arpat per la stagione 2018 «possa essere solo un troppo pieno di un depuratore. A meno che un autospurgo non abbia sversato illecitamente in un fosso».
Anche la Capitaneria guarda con attenzione agli investimenti che finalmente Gaia potrà mettere in atto in attuazione dell’Accordo di programma tra tutti gli enti interessati, Regione compresa. Resta il fatto, sono le parole del comandante della Capitaneria che ha avviato una serie di controlli su tutti i depuratori del nostro territorio, che «gli impianti in Versilia sono sotto dimensionati».
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