Proteste
Tre case al posto del laboratorio Lapis
Era uno degli ultimi studi artistici del centro città Bonci (Sinistra per Pietrasanta): l’ennesimo colpo al cuore
PIETRASANTA. Sulle ceneri di un laboratorio artistico oramai chiuso da tempo – lo Studio Lapis, che, nel suo piccolo ha contribuito a fare la storia di Pietrasanta – si stanno realizzando tre unità abitative. Cemento al posto della manovalanza artigiana, business in luogo della tradizione che ha reso quello che è oggi, o è stato fino a ieri, il centro storico della Piccola Atene della Versilia. A dire il vero nulla di così clamoroso, visti i precedenti, anche se sullo sfondo resta una certezza: al di là della scia nostalgica e del legittimo “fare imprenditoriale” la Pietrasanta delle sue botteghe artigiane ha lasciato il posto ad una scintillante Cenatown e allo spopolamento all’interno delle mura cittadine. Non uno splendido viatico in chiave turistica. E nonostante questo si continua a costruire.
Da qui il grido di allarme a firma di Luca Bonci, esponente di Sinistra per Pietrasanta. «Non è certo la prima volta che scompare uno studio dal centro, ma proprio perché siamo agli sgoccioli vedere le tre unità residenziali che prendono il posto, demolendolo, dello storico studio Lapis in viale Oberdan, è l’ennesimo colpo al cuore. Niente di strano per la destra, la speculazione edilizia fa parte del loro dna. Niente di troppo strano, però, anche per il centro-sinistra, che si apprestava a governare quando lo sfratto incombente aveva riunito cittadini, artigiani, artisti in un movimento volto a contrastare l’ennesima perdita. “Si tratta di riconoscere i legittimi diritti dei privati” ci disse l’assessore dell’epoca. Un lasciare fare alle leggi di mercato – aggiunge Bonci – che non può vedere d’accordo chi considera più importante il lavoro che la rendita, chi crede che il bene pubblico venga prima dei diritti privati».
«Lo studio Lapis, così come tanti altri, scomparsi, spostati o in via di scomparire, ha fatto la sua parte per creare il mito di questa Pietrasanta che ormai non esiste più, e solo pochi anni fa dava lavoro, attirava persone, formava artisti, contribuiva alla socialità cittadina. Da domani contribuirà solo alla “legittima” rendita immobiliare di un proprietario qualsiasi» è la chiosa amara di Bonci.
Parole rilanciate da più parti negli ultimi anni, rimaste però inascoltate con la politica e le istituzioni incapaci di dare una minima risposta.
Luca Basile
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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