Il Tirreno

Versilia

Fermata la centrale dello spaccio di Viareggio

di Cesare Bonifazi
Fermata la centrale dello spaccio di Viareggio

Agli arresti domiciliari un venticinquenne che riforniva di cocaina gli spacciatori della pineta

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VIAREGGIO. Ha appena 25 anni ma era già diventato un pezzo grosso dello spaccio viareggino: mentre i poliziotti espongono l’operazione i cellulari dello spacciatore continuano a suonare a ripetizione. Era lui l’anello di congiunzione tra i grandi fornitori e gli spacciatori della pineta. Questo prima del blitz della polizia che giovedì sera ha portato all’arresto del cittadino marocchino del 1993, Nasri Ejjilali, che adesso si trova agli arresti domiciliari nella stanza che aveva affittato per compiere le sue azioni illecite. In tutto sono stati sequestrati 442 grammi di cocaina purissima che, se ben tagliata, poteva arrivare anche a tre volte il suo peso. Dalle indagini è venuto fuori che avrebbe potuto fruttare fino a 150 mila euro.

Il blitz è avvenuto alle 21. 30 circa di giovedì: i poliziotti hanno presto il giovane in via Vespucci mentre stava andando a rifornire i colleghi spacciatori nella pineta di Ponente. L’accusa per lui è detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’arresto è scattato a seguito di un’indagine durata qualche giorno: durante i controlli in pineta il personale del commissariato aveva notato Nasri che si aggirava per il bosco mentre cercava gli altri suoi sodali. Nei giorni dell’indagine i poliziotti hanno seguito i movimenti dello spacciatore e hanno cercato di capire quale fosse il suo ruolo. L’operazione è avvenuta esclusivamente in abiti civili in modo che i poliziotti si potessero confondere tra i normali frequentatori della pineta ed eludere i sospetti degli spacciatori.

Il tutto era ovviamente mirato a individuare il canale di approvvigionamento della cocaina e soprattutto il luogo dove la droga venisse nascosta, poi tagliata e confezionata in dosi.

Proprio nella tarda serata di giovedì, avendo colto alcuni movimenti sospetti degli spacciatori i poliziotti hanno individuato l’uomo mentre usciva dalla pineta: Nasri, secondo la prima ricostruzione, era infatti il centro dello spaccio. A quel punto è scattato il controllo. L’uomo, sorpreso dall’arrivo degli agenti, non ha opposto resistenza e quando è stato perquisito è stato trovato in possesso di tre grossi involucri contenenti cocaina nascosti all’interno degli indumenti.

Ma le indagini sono proseguite e si è arrivati anche a individuare la sua abitazione: all’interno della stanza affittata dal marocchino sono stati trovati altri quattro involucri contenenti anch’essi la droga, un bilancino di precisione e tutto il materiale (plastica e cellophane) che solitamente viene utilizzato per il confezionamento delle singole dosi. Gli inquirenti riferiscono che sono in corso indagini anche sul proprietario di casa, sarebbe una persona del posto.

Dalle prime analisi effettuate nell’ufficio della polizia la sostanza, bianca e ancora allo stato di pietre solide, è risultata essere cocaina con ottimo grado di purezza: in tutto era quasi mezzo chilo. È ipotizzabile che, opportunamente tagliata e confezionata, una quantità di droga del genere avrebbe fruttato anche fino a 7mila dosi, con un introito economico che sarebbe oscillato tra i 120 e i 150 mila euro.

Su disposizione del Pm di turno Nasri è stato condotto ieri in tribunale di Lucca per la celebrazione del rito per direttissima; al termine dell’udienza il venticinquenne è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa di nuova udienza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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