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Maxi sequestro di pesce nei ristoranti della Versilia

Maxi sequestro di pesce nei ristoranti della Versilia

Via 82 chili di prodotti ittici. La capitaneria: provenienza non tracciabile

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VIAREGGIO. Mancavano le informazioni «minime» in grado di far «risalire velocemente e con sicurezza alla provenienza degli stessi, a tutela sia dei consumatori finali che degli operatori del settore che operano nella legalità». Per questo la capitaneria di porto di Viareggio, nell’ambito dell’operazione Cross Check (coordinata a livello regionale dalla direzione marittima di Livorno) ha sequestrato 82 chili di pesce, nell’arco di dieci giorni, a ristoranti, pescatori e ambulanti della Versilia.

Undici le sanzioni fatte dalla guardia costiera per un totale di 15.500 euro. Undici anche i sequestri amministrativi, per un totale di 82 chili di prodotti ittici e 6 attrezzature da pesca non consentite. I verbali amministrativi hanno colpito, nel dettaglio, sei ristoranti, di cui uno di Lucca, uno di Forte dei Marmi, i restanti tra Viareggio e Lido di Camaiore), tre ristoranti etnici, un ambulante e due pescatori sportivi. Le sanzioni hanno riguardato, essenzialmente, i profili della tracciabilità dei prodotti ittici.

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«Si coglie l’occasione per ricordare che dal consumo di prodotti non tracciati, spesso provenienti dalla pesca sportiva, senza alcuna garanzia circa provenienza e modalità di conservazione – si legge in una nota della Capitaneria di porto –, possono derivare anche gravi problematiche di carattere igienico-sanitario». Oltre che alla tutela della risorsa ittica, il monitoraggio si è concentrato anche sul rispetto delle norme che regolano il lavoro marittimo. «A tal proposito – si legge ancora nella nota –, si segnala la contestazione del reato di inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione, previsto e punito dall’articolo 1231 del codice della navigazione, a carico di 2 comandanti di unità da pesca»: navigavano ben oltre le 20 miglia nautiche dalla costa, malgrado le rispettive unità fossero abilitate ed equipaggiate per la navigazione e la pesca costiera entro la suddetta distanza. In tal caso, avendo rilevato la violazione mediante il sistema di tracciamento informatico Pelagus, gestito dalla sala operativa, la capitaneria ha proceduto con l’immediata contestazione del reato via radio, con successiva identificazione dei responsabili e denuncia all’autorità giudiziaria competente al loro rientro all’ormeggio nel porto di Viareggio.

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