Il Tirreno

Versilia

Mare pulito entro l’estate del 2020 Gaia: faremo di tutto

di Cesare Bonifazi
Mare pulito entro l’estate del 2020 Gaia: faremo di tutto

Dalla società assicurano che ci sarà un’accelerazione sugli interventi inseriti nel programma regionale

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VIAREGGIO. Gaia, adesso che ha ricevuto il finanziamento dalle banche, avrà molto da fare. In ballo ci sono i cantieri per il mare pulito rimasti indietro per mancanza di liquidità e stabiliti nell’accordo di programma del 2014. Infatti Gaia dovrà occuparsi non solo dei sette Comuni della Versilia ma anche di tutti i cantieri rimasti indietro negli altri 39 territori di sua competenza. E adesso le scuse stanno a zero perché, se è vero che i cantieri per fognature, acquedotti e depuratori erano al palo per motivi finanziati, adesso i denari dalle sette banche dovranno essere benzina nel motore delle ruspe.

«Faremo in modo che vengano rispettati i tempi previsti dall’accordo di programma che abbiamo siglato quattro anni fa - assicura il presidente di Gaia Vincenzo Colle - su molti dei progetti previsti siamo a uno stadio avanzato di progettazione. È chiaro che, alla luce del finanziamento dovremo ricalcolare tutto il cronoprogramma dei cantieri e proveremo a rispettare le scadenze che sono state fissate. Adesso ci sono i tempi tecnici: due mesi per avere il denaro».

Il maxi-finanziamento da 105 milioni di euro, dicono dall’azienda, non inciderà in alcun modo sulla tariffa applicata perché il piano di rientro sarebbe già stato calcolato sul modello tariffario già applicato e approvato dall’Autorità idrica. Nessun rincaro in bolletta, insomma. La restituzione avverrà entro il 2033, l’anno che precede la scadenza della concessione di Gaia.

I soldi saranno quindi tutti impiegati per i cantieri, con una certa priorità per quelli che riguardano la costa e il mare pulito. La tabella di marcia parla chiaro: sono ancora da attivare otto progetti per il trattamento delle acque di pioggia da quattro milioni e mezzo, un intervento di potenziamento dei depuratori da 150 mila euro, un piano di estensioni e manutenzione della fognatura da 270mila euro, altri sei milioni per l’entroterra, a cui si aggiungono altri cinque milioni di interventi derivati. E si sta parlando solamente di quegli interventi il cui progetto sta a zero, o quasi. Esistono posi quelli classificati “in corso”, ovvero tutti quei cantieri per cui è stato attivato almeno l’iter della progettazione preliminare: circa 23 milioni di euro.

Chi ha deciso di non fare sconti è il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, che è l’attuatore della sperimentazione al peracetico, altro ramo dell’accordo di programma. Il primo cittadino di Camaiore affermerà oggi, al tavolo di sorveglianza in Regione, che adesso non c’è spazio per ulteriori esitazioni: «Se prima i ritardi provenivano chiaramente dalla situazione finanziaria dell’azienda idrica - dice - adesso Gaia deve presentare un piano di interventi tale da rispettare le scadenze. Questi due anni di ritardo saranno sicuramente serviti per andare avanti sulla progettazione: mettiamo subito in cantiere quei progetti. E per tutti quegli interventi ancora da progettare siamo disposti a mettere a disposizione i nostri ingegneri».

E l’azienda idrica, al tavolo con gli altri enti dell’accordo, potrà arrivare con una forza diversa dato che tutti gli sforzi fatti fino a questo momento tendevano al raggiungimento del finanziamento che adesso è solo un punto di partenza per tutti quei cantieri che sono in ritardo di ormai due anni.

Ma nel finanziamento di Gaia non c’è solo la partita della balneazione: dentro ci sono pure il depuratore di Barga, interventi in Lunigiana, il rifacimento dell’acquedotto di Massarosa per concludere la questione dell’acqua sporca, il depuratore a Carrara, il lavello a Massa, la terza vasca a Querceta, la sostituzione delle tubazioni che perdono fino al 40% dell’acqua che vi entra. Tanto per citarne alcuni.

Si tratta di tantissimi investimenti che nell’arco dell’intera concessione di Gaia, che durerà naturalmente fino al 2034, si aggirano intorno ai 300 milioni di euro.

Proprio in questi giorni, lupus in fabula, sono arrivati i primi stop dell’Arpat che dai campionamenti pre-stagione ha già rilevato valori sballati nell’acqua del nostro mare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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