La manifestazione
Il centrodestra: subito una legge
Bergamini, Mallegni e Montemagni assicurano: «Non ci saranno le gare pubbliche»
VIAREGGIO. Non è ancora chiaro chi farà il Governo e con quali ministri. Ma è facile immaginare che il centrodestra avrà un ruolo fondamentale. Per questo assume importanza la promessa degli esponenti versiliesi sulla soluzione della vicenda Bolkestein: niente aste per i balneari.
La linea viene ribadita dopo l’intervento dell’ex commissario europeo Frits Bolkestein al convegno organizzato dall’associazione di imprenditrici balneari Donnedamare. Un intervento in cui il papà della direttiva più odiata ne ha sostanzialmente sconfessato l’applicazione sulle spiagge.
«Ora – si legge in una nota degli esponenti di centrodestra – un disegno di legge per portare fuori dall’incertezza 30mila imprese balneari. Ci faremo carico, insieme al collega Maurizio Gasparri e agli alleati che in questi anni hanno portato avanti questa battaglia nell’interesse di economie strategiche del nostro paese come il turismo balneare, di convocare un inter-gruppo per predisporre un disegno di legge che il prossimo Governo dovrà sostenere, prendendo finalmente una posizione nei confronti dell’Europa». Ad assicurarlo Massimo Mallegni e Deborah Bergamini, rispettivamente senatore e deputato di Forza Italia, e il consigliere regionale della Toscana, Elisa Montemagni in merito all’audizione di Bolkestein, ispiratore della direttiva omonima, alla Camera dei deputati. «Che ha definitivamente confermato – prosegue la nota – che le concessioni si applicano ai beni e non ai servizi tirando fuori, di fatto, le imprese dal rischio aste. Mallegni, già sindaco di Pietrasanta, e Bergamini, entrambi eletti in Toscana e tra i più battaglieri in questi anni nel difendere le imprese balneari dall’asta delle concessioni intravedono una via di uscita».
«In Toscana – spiegano Mallegni e Bergamini citando i dati pubblicati dal Tirreno – il turismo balneare ha un significato che in molti dimenticano: quasi mille imprese, per lo più di piccole dimensioni con una media di 3 addetti, quasi 8mila tra diretti ed indiretti che lavorano tra spiaggia, bar e ristorante e quasi 100 milioni di euro di fatturato stimato. Forza Italia si è impegnata molto nei confronti delle imprese sostenendo la tesi che abbiamo sempre affermato: ovvero che siamo di fronte ad una direttiva servizi, e le concessioni balneari sono considerate beni come da lui ammesso. Quindi niente aste. Più chiaro di così. Siamo sicuri che siamo ad un cambio di rotta».
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