Il Tirreno

Versilia

In calo le richieste danni nei confronti della Asl

di Matteo Tuccini
In calo le richieste danni nei confronti della Asl

Ma la Versilia rimane una delle zone in Toscana dove i numeri sono più alti E c’è chi chiede il risarcimento per la dentiera andata perduta in ospedale

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. Sono in calo le richieste di risarcimento danni fatte dai pazienti o dai loro familiari per presunti casi di malasanità in Versilia. Una tendenza che si nota sia sul numero di richieste in assoluto, sia sugli importi pagati dall’Asl a compensazione dei danni subiti. Ma quest’ultimo fenomeno può essere letto anche in maniera diversa: le richieste di risarcimento fatte in anni più recenti potrebbero avere, per così dire, pretese economiche minori rispetto a quanto si chiedeva in passato. E comportare così una spesa più ridotta per la sanità pubblica. Che in sette anni, tra 2010 e 2016, ha dovuto sborsare oltre 8 milioni e 700mila euro per errori medici, veri o supposti che fossero, lamentati da 532 persone.

La Versilia resta una delle zone in Toscana dove le richieste di rivalsa sono in numero maggiore, se raffrontate con il numero dei residenti. Non siamo più alle cifre record del 2013, quando si registravano 9 denunce ogni 10mila ricoveri in ospedale: la media regionale, allora, era inferiore alle 6 denunce ogni 10mila pazienti ricoverati. Però le 76 pratiche aperte all’anno che in media si sono registrate tra 2010 e 2016 sono un numero che non ha eguali in territori simili, come la zona di Pontedera o l’Empolese. Ma anche Lucca e la sua Piana, che hanno molti più abitanti della Versilia, registrano un numero inferiore di procedure di risarcimento: nei sette anni considerati dallo studio del Centro gestione rischio clinico della Regione Toscana, nell’ex Asl di Lucca ci sono stati 518 procedimenti di risarcimento contro i 532 della Versilia. E c’è un altro dato che a Firenze considerano molto importante: quante pratiche aperte sono state esaminate dal Comitato regionale per la valutazione dei sinistri, organo superiore alla commissione interna di ogni Asl per capire cosa è accaduto quando un paziente lamenta un caso di malasanità. Il cosiddetto “sinistro”, nome un po’ inquietante anche perché evoca l’ufficio di Fantozzi. Ebbene: tra 2013 e 2016 Firenze si è dovuta occupare della Versilia più di ogni altra parte della Toscana, fatta eccezione per Cisanello che è l’unico ospedale ad avere un numero di casi superiore (29 contro i 20 versiliesi).

Come detto le richieste di risarcimento danni sono in diminuzione: dalle 78 del 2015 si è passati alle 67 del 2016, ultimo dato ufficiale disponibile.

Una stima che la stessa Asl considera credibile parla di 44 pratiche aperte nel 2017: un calo ancora più drastico. Soprattutto in confronto a sette-otto anni fa, quando ci si aggirava sui 90 casi. Via via che passavano gli anni le pratiche aperte hanno portato ad esborsi sempre più bassi: per le denunce fatte tra 2010 e 2012 l’Asl ha dovuto pagare 1 milione e 700mila euro circa all’anno. Mentre negli anni successivi ci si è avvicinati al milione e si è scesi anche sotto. In tutto l’Asl ha dovuto pagare oltre 8,7 milioni di euro in sette anni per compensare i danni riconosciuti a chi era stato vittima di errori medici.

Perché si fa la richiesta di risarcimento? La più pesante è ovviamente quella per la morte del paziente, anche dopo l'intervento chirurgico. Ma c’è pure chi chiede dei soldi perché gli è stata smarrita la dentiera. Oppure per esami non fatti, che magari hanno impedito - secondo chi accusa - di scoprire una malattia che poi ha avuto delle conseguenze. C'è anche chi scivola in ospedale o fuori, chi cade dalla barella e ritiene che l'incidente sia ascrivibile all'Asl.

È bene precisare che una volta questo tipo di denunce passavano dalla Regione e venivano valutate esternamente. Ma da qualche anno è la stessa Asl a prendere atto della richiesta del paziente, a esaminare la documentazione e a valutare se sia il caso di andare in giudizio perché si ritiene di aver operato correttamente. Oppure se ci siano dei profili di responsabilità tali da non potersi difendere in maniera adeguata. In questo secondo caso la strada è una sola: pagare. Ed evitare così danni economici ulteriori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa