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Appiccano il fuoco in chiesa e lasciano escrementi

Appiccano il fuoco in chiesa e lasciano escrementi

Provvidenziale l'intervento del parroco che ha evitato che la chiesa andasse a fuoco

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TORRE DEL LAGO. Provvidenziale è stata la presenza di don Gilberto in chiesa, la parrocchia di San Giuseppe dove - nel pomeriggio di ieri - mani ignote hanno appiccato il fuoco ad un panno, dietro l’altare dove si trova l’organo, ad un passo dal quadro elettrico della chiesa. Il vice parroco si è accorto delle fiamme in tempo: «Per spegnerle ho utilizzato acqua», racconta al “Tirreno”. E si può davvero dire che sia andata bene, con l’odore di bruciato che si sentiva anche in strada.

«Atto di vandalismo giovanile», è la prima considerazione del commissariato della polizia di Stato, intervenuta a Torre del Lago con una Volante. Perché se sugli autori non ci sono certezze, sul fatto che l’incendio sia stato doloso ce ne sono anche troppe. Chi non si è fatto scrupoli a tentare di incendiare un luogo sacro, tra l’altro, non si è accontentato delle fiamme. All’interno di un confessionale dell’unica chiesa della frazione sono state ritrovate feci umane, come stremo spregio.

«Intorno al luogo scelto per appiccare il fuoco - è ancora il racconto di don Gilberto - c’è molto materiale in legno. Avrebbero davvero potuto fare un gran danno».

L’edificio si trova sull’Aurelia, all’incrocio con viale Puccini, esposta ad ogni passaggio in una fetta di territorio tenuto sotto assedio dalla microcriminalità, con lo spaccio alla luce del sole, i furti, la prostituzione di ogni tipo. Un degrado che sembra inarrestabile dopo gli anni d’oro del turismo “gay friendly” che ne avevano fatto meta di italiani e stranieri da tutto il mondo.

Così anche don Gilberto è costretto ad ammettere che «prima o poi metteremo le telecamere». Perché ogni giorno i due parroci devono fare i conti con i furti delle offerte e di candele. Un danno ad una delle parrocchie da sempre più attiva nell’aiuto e nell’accoglienza senza se e senza ma.

Adesso la vicenda è tutta nelle mani della polizia e delle indagini del commissariato. Che non possono contare, però, sulle immagini delle telecamere pubbliche. Acquistate ai tempi in cui vi era ancora la circoscrizione, sono ormai tutte rotte a causa della non manutenzione.

Donatella Francesconi

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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