Il Tirreno

Versilia

Pochi controlli nei parchi giochi per i bambini

di Luca Basile
Pochi controlli nei parchi giochi per i bambini

Proteste per le condizioni di degrado in cui versano a causa della maleducazione di giovani e meno giovani

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PIETRASANTA. Maleducazione e scarso senso civico, cantieri da completare e indifferenza: il presente dei parchi giochi cittadini, che siano nel centro storico come a Tonfano o ancora nel quartiere Africa, è all’insegna di una precarietà diffusa. Prendiamo il giardino della Lumaca con vista su piazza Duomo: fra buche, escrementi di animali, cartacce, mozziconi di sigarette e una sorta di vasca in marmo trasformata in un ricettacolo per rifiuti lo scenario di fondo è decisamente sgradevole.

Il giardino della Lumaca – o campetti della Rocca che dir si voglia – è uno dei pochi spazi verdi e ricreativi del centro storico: alcuni fa, grazie al lavoro dell’ex amministrazione Lombardi, era stato riqualificato con panchine, giochi per bambini, piante, percorsi. Poche le regole da rispettare: tenere i cani al guinzaglio, non giocare a pallone, non sporcare. Tutto qui. Ma le regole, a quanto pare, sono consigli fastidiosi per taluni e allora ecco che un piccolo spazio di ritrovo per il tempo libero finisce per consegnarsi alla maleducazione di chi si comporta come preferisce senza preoccuparsi se a due passi da lui ci sono dei bambini o cestini dove gettare il sacchetto appena usato. Vedere i cani lasciati liberi con i proprietari che neanche si preoccupano di raccogliere gli escrementi dei loro animali come un minimo di decenza ed educazione imporrebbe è solo uno dei tanti esempi di scarso senso civico. Tralasciando poi i bulletti che fumano, bevono e gettano i resti per terra o il genitore di turno che fa merenda con il proprio figlio per poi lasciare le cartacce sulla panchina.

Che poi, tutto questo, non è prerogativa del solo giardino della Lumaca: basta dare infatti uno sguardo alle condizioni del campetto soprastante della stessa Rocca o ancora al parchetto della Fontanella. «Parchetto più che mai ad uso di bande di ragazzini: la sottoscritta, come altre mamme – fa sapere una residente del centro storico – non ci entra da tempo. Mio figlio, in quello spazio dove la maleducazione e la strafottenza è di casa, non ce lo porto».

C’è chi se le prende, in particolare sui social, con la mancanza di controlli: forse servirebbero come deterrente, ma alla fine la questione non cambia: siamo di fronte ad menefreghismo generalizzato che sembra contaminare ogni cosa, spazio pubblico incluso. Se poi volgiamo lo sguardo a via Catalani, a Tonfano, resta ben impresso, in questo caso, lo stato di abbandono del parco giochi di zona, ancora oggi ridotto ad un cantiere in pessime condizioni. E qui a latitare è il Comune. «Avevo letto che avrebbero rimesso a posto l’area entro metà aprile – ricorda l’ex consigliere comunale Daniele Taccola – ad oggi servono i tappeti in gomma intorno ai giochi, il tappeto sintetico a cornice del campo da basket fra l’altro molto frequentato, i cestini per i rifiuti. Così come urge ripulire l’ambiente da sporcizia e rifiuti e livellare il terreno. Uno stato di abbandono che penalizza quei genitori che non sanno dove portare i propri figli. Eppure basterebbe così poco per rendere l’area funzionale ed accogliente».

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