Sicurezza
Almeno sei sotto inchiesta per la neonata morta
Sono i medici e le ostetriche che erano in sala parto
VIAREGGIO. Almeno sei persone, tra medici e ostetriche dell’ospedale Versilia, sono indagate per la morte di una neonata avvenuta venerdì scorso. La piccola, dopo il parto al “Versilia”, è deceduta poche ore dopo nel reparto di neonatologia dell’ospedale Santa Chiara di Pisa. Dove era stata trasferita dall’ospedale di Lido nel tentativo estremo di salvarla.
La Procura di Lucca ha inviato l’avviso di garanzia a tutti coloro che erano in sala parto in quel momento, con l’esclusione di un tirocinante che ovviamente non ha partecipato a quanto accaduto. Oggi il pm Salvatore Giannino, titolare dell’inchiesta, assegnerà l’incarico ad un anatomopatologo e a un primario neonatologo per l’autopsia che verrà eseguita sul corpo della bambina. La data dell’esame non è ancora stata fissata. L’informazione di garanzia, che è un atto dovuto nei confronti dei professionisti e delle professioniste ritenuti coinvolti nella vicenda, consentirà loro di poter organizzare la propria difesa. E nominare un loro consulente tecnico che possa assistere all’esame sul corpicino. L’indagine aperta a carico delle sei persone è per omicidio colposo.
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Nel frattempo l’Asl ha avviato un’indagine interna: anche in questo caso si tratta di una prassi che serve a fare chiarezza sull’accaduto, in gergo tecnico definita audit del personale sanitario. Una ricostruzione dell’accaduto che accerti o meno se siano state seguite le cosiddette linee guida, cioè i comportamenti richiesti in ogni situazione. A partire dalle emergenze.
La tragedia è avvenuta tra la mattina e il pomeriggio dello scorso venerdì e ha colpito una coppia residente a Viareggio. Secondo una prima ricostruzione, la gravidanza non aveva evidenziato alcun tipo di problema: quando è arrivato il momento la mamma è stata ricoverata in ostetricia al “Versilia” e poi trasferita in sala parto.
Ad un tratto, però, la bambina ha accusato problemi respiratori, anche se non è chiaro se si sia trattato di una difficoltà legata al cordone ombelicale. L’asfissia avrebbe portato la bimba a respirare liquido amniotico e le feci. Sempre secondo questa ricostruzione si sarebbe deciso di procedere con il parto naturale, senza fare il cesareo. Ma una volta nell’incubatrice le condizioni della bimba sono apparse molto critiche. È stato deciso il trasferimento della piccola al Santa Chiara di Pisa, per salvarle la vita: la neonatologia dell’ospedale pisano, infatti, è il reparto di riferimento in situazioni critiche come queste. Ma purtroppo i medici non sono riusciti a salvarle la vita.
I genitori hanno deciso di presentare denuncia al posto di polizia dell’ospedale, che ha immediatamente inviato gli atti alla magistratura. Con la conseguente apertura di un’inchiesta. Che dovrà chiarire se la bambina potesse essere salvata oppure no.
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