Il Tirreno

Versilia

L’imputata è scomparsa ma il processo va avanti

di Matteo Tuccini
L’imputata è scomparsa ma il processo va avanti

Accusata di favoreggiamento nell’omicidio di Luana Mariani: non si sa dove sia Alla sbarra anche un pensionato fortemarmino che conosceva la vittima

2 MINUTI DI LETTURA





FORTE. È imputata di favoreggiamento per una vicenda gravissima: l’omicidio di Luana Mariani, morta a 77 anni dopo essere stata imbavagliata nel corso di una rapina. Ma di lei, la giovane romena Mioara Otet, non c’è quasi più traccia. Soltanto un indirizzo in Romania, che il tribunale ritiene possa essere riferibile a lei, e a cui è stata inviata l’ennesima notifica. Senza che la donna rispondesse o che si facesse viva, anche tramite i consolati interpellati dalla giustizia italiana.

Fatto sta che il processo a carico di Otet e del pensionato fortemarmino Claudio Questa, anche lui accusato di favoreggiamento, va avanti. Ieri c’è stato l’ennesimo rinvio, ma la questione dell’irreperibilità dell’imputata – che almeno da un punto di vista formale non è stata accertata dal giudice del tribunale di Lucca – non c’entra: è in corso una protesta degli avvocati. Si allungano, quindi, i tempi per l’ultimo processo rimasto aperto sul delitto Mariani senza che si sia arrivati a una sentenza. Va detto che i due imputati sopracitati non c’entrano nulla con l’omicidio in sé: l’accusa di favoreggiamento significa proprio questo, cioè che gli episodi a loro contestati non hanno niente a vedere sia con l’organizzazione che con l’esecuzione della rapina finita male. Nel caso di Questa, che era amico della vittima, la contestazione è legata alla mancata rivelazione di particolari che potevano aiutare la polizia nelle indagini. A Otet si imputa un presunto supporto alla banda assassina nella fuga.

Il delitto avvenne il 4 aprile del 2014, intorno alle 14. Luana fu sorpresa nella sua casa di via Viner: cercò di ribellarsi ma venne sopraffatta da due banditi. Che la legarono e imbavagliarono. Morì soffocata dopo essere stata derubata di oro e gioielli. Per due dei quattro membri della banda, Madalin Paun e Marcel Raducan, le condanne rispettivamente a 16 e a 12 anni di carcere sono diventate definitive. La donna considerata dagli inquirenti la mente del colpo, Dana Raducan, è stata condannata a 18 anni di carcere sia in primo grado che in appello: si attende che venga fissata l’udienza in Corte di Cassazione dopo il ricorso del suo avvocato. Il quarto componente della banda, un ragazzo che era minorenne all’epoca dei fatti, sta facendo un percorso di recupero e potrebbe evitare il processo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa