Il dolore
Via all’ampliamento di due ditte a Seravezza
SERAVEZZA. Sì all’ampliamento dei capannoni della società che costruisce le macchinette cambia soldi, la Vne di via Biagioni, e a quelli della Serramarmi snc (azienda del lapideo) di via Olmi. Dopo...
SERAVEZZA. Sì all’ampliamento dei capannoni della società che costruisce le macchinette cambia soldi, la Vne di via Biagioni, e a quelli della Serramarmi snc (azienda del lapideo) di via Olmi. Dopo il passaggio in giunta, circa un anno fa, sono approdate giovedì in consiglio comunale le due varianti al regolamento urbanistico.
I due insediamenti produttivi da oggi avranno la facoltà di ingrandirsi. «Confermiamo con queste due varianti – dice l’assessore all’urbanistica Valentina Salvatori – la volontà dell’amministrazione comunale di rispondere concretamente, anche attraverso la pianificazione urbanistica, alle esigenze operative delle aziende in crescita, che credono nel territorio e che decidono di costruire qui il loro futuro, a tutto vantaggio dell’economia locale e dell’occupazione».
Relativamente alla Vne, il consiglio ha modificato la norma del regolamento urbanistico che disciplina l’ampliamento dei capannoni esistenti cancellando l’obbligo alla loro preventiva demolizione e ricostruzione. Le attuali strutture potranno quindi essere mantenute ed ampliate fino a un massimo del 40% della superficie di ciascun capannone esistente. Il piano attuativo adottato contestualmente dall’assise comunale fissa i dettagli dell’intervento ammesso: l’ampliamento potrà essere realizzato sfruttando lo spazio libero oggi esistente tra i due capannoni gemelli, arrivando quindi alla costituzione di un unico corpo di fabbrica.
Nella redistribuzione degli spazi interni all’area produttiva sono previste anche varie modifiche alla viabilità e a gli accessi, la piantumazione di nuovi alberi e la cessione al Comune di un parcheggio pubblico lungo via Biagioni. Riguardo invece alla Serramarmi di via Olmi è stata adottata una variante semplificata al regolamento urbanistico finalizzata alla riorganizzazione e valorizzazione degli spazi complessivi dello stabilimento. L’azienda potrà in tal modo ampliare la superficie delle aree operative e riorganizzare la produzione adattandola alle necessità imposte dalle dinamiche di mercato.
Dopo questi due atti, starà però ai due privati proseguire con il progetto e poi con i lavori, ed è quindi presumibile che lo facciano in base ai loro piani di investimento.
(t.b.g.)
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