Attenzione
Tre superprimari al Versilia Marsili dirigerà anche Massa
VIAREGGIO. Franco Marsili, storico direttore della dermatologia dell’ospedale Versilia, diventerà uno dei superprimari dell’Asl. Marsili, infatti, sarà chiamato a dirigere anche la dermatologia del...
VIAREGGIO. Franco Marsili, storico direttore della dermatologia dell’ospedale Versilia, diventerà uno dei superprimari dell’Asl. Marsili, infatti, sarà chiamato a dirigere anche la dermatologia del Nuovo ospedale apuano di Massa. L’interessato, contattato dal Tirreno, afferma che ci sono incontri in corso e che la decisione non è ancora ufficiale. Rinviando solo a quel punto ogni ulteriore commento. Ma dalla stessa Asl arrivano conferme che la strada è tracciata.
Un impegno non da poco, anche se di prestigio, per il dottor Marsili, uno dei medici più noti e stimati del “Versilia”. Che si affianca così a due colleghi: Massimo Cecchi, che da primario di urologia - oltre che direttore dell’area chirurgica dell’ospedale di Lido - è diventato direttore anche del reparto gemello dell’ospedale di Lucca, e Luca Muscatello, che da Massa ha preso la guida dell’otorinolaringoiatria del “Versilia”.
Il primariato, per così dire, “a scavalco” non è una scelta casuale o dettata dall’emergenza: si tratta di una scelta precisa, frutto di una riflessione di anni. La sanità toscana si interrogava da tempo su come far coesistere i reparti omologhi dei vari ospedali vicini, evitando di creare doppioni e primariati a getto continuo laddove non ce ne fosse stato bisogno. È il caso degli ospedali della Lunigiana, che fino a non molti anni fa avevano un doppio primariato di ortopedia, in una zona dove la quantità di lavoro non era certo paragonabile a quella di altri ospedali. L’idea dell’Asl, insomma, è quella di coordinare il lavoro dei reparti cugini. Un obiettivo ancora più alla portata se a dirigerli è la stessa persona. Meglio se si tratta di un medico esperto e capace, la cui professionalità è riconosciuta non solo dai colleghi con cui lavora tutti i giorni, ma anche da quelli che lo conoscono di fama. Inoltre con Massa la vicinanza, non solo geografica ma anche professionale, è rilevante.
Certo, ci sono anche le voci contrarie a questo tipo di scelta. C’è chi sostiene che un primario a capo di due reparti in due diversi ospedali non sia in grado di controllare e gestire l’attività del personale. A questo proposito, però, va detto che è lo stesso primario - come tutti i capi in ogni azienda che si rispetti - a doversi organizzare per far sì che la macchina riesca a correre anche con una certa autonomia. Cecchi, ad esempio, ha un vice all’urologia di Lucca che ha il compito di sostituirlo quando necessario. (m.t.)
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