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Tallio, l’Istituto di Sanità dice no al calo del parametro di rischio

Tallio, l’Istituto di Sanità dice no al calo del parametro di rischio

PIETRASANTA. Che il tallio sia tossico e diffuso sul territorio nazionale – e quindi non solo a Pietrasanta – nessuno lo mette in dubbio. Meno che mai l’Istituto Superiore di Sanità. E questo ci...

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PIETRASANTA. Che il tallio sia tossico e diffuso sul territorio nazionale – e quindi non solo a Pietrasanta – nessuno lo mette in dubbio. Meno che mai l’Istituto Superiore di Sanità. E questo ci sembra ovvio e il minimo. Ma dallo stesso Istituto arriva una puntualizzazione di cui dover tenere conto: il parametro che certifica il livello di esposizione tollerabile da tallio per l’organismo umano – 2 microgrammi per litro – non sarà modificato.

Presa di posizione, quella dello stesso Istituto, arrivata in replica ad una richiesta di parere sull’argomento avanzata da Gaia visti gli esiti di un recente studio pubblicato su una rivista internazionale. Studio dove venivano evidenziati effetti negativi sul sistema nervoso anche di piccoli dosaggi di tallio «con concentrazioni inferiori agli attuali limiti fissati dall’Istituto».

Effetti degni di nota, ad onor del vero, visto che erano stati evidenziate tossicità – tasso di crescita, apoptosi e necrosi – e metabolici – rilascio di etanolo e lattato nel terreno di coltura – in seguito a trattamento di tallio, nelle 48 ore, con dosi di 1,10. Da qui la considerazione conseguente sulla necessità di rivedere, abbassandolo, il parametro di tolleranza.

Opzione, come detto, rigettata dall’Istituto Superiore di Saniytà come è stato reso noto ieri mattina, in municipio, durante lo svolgimento del tavolo tecnico – che ha visto la partecipazione di Comune, comitati e associazioni, Asl e Gaia.

«Il valore limite per il tallio – scrive Eugenia Dogliotti direttore del dipartimento Ambiente e Salute – è stato stabilito in base ai risultati di studi sperimentali in vivo applicando opportuni fattori di sicurezza. Il valore di parametro per l’acqua rispecchia quindi uno scenario di esposizione associato a concentrazioni della sostanza d’interesse nei fluidi biologici tali da non indurre effetti tossici rilevabili. Studi in vitro – come quello preso in considerazione e pubblicato sulla rivista, ndr – possono avere un ruolo nell’identificazione del pericolo ma non possono essere impiegati per la caratterizzazione del rischio e quindi non rappresentano un presupposto per la revisione del valore limite per il tallio. L’Istituto seguirà ad ogni modo il progresso delle conoscenze in materia segnalando alle autorità competenti ogni eventuale rivalutazione, per l’adeguamento del parametro». (l.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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