Il Tirreno

Versilia

Ladri di api in azione in Versilia sparite sedici arnie dai campi

di Melania Carnevali
Ladri di api in azione in Versilia sparite sedici arnie dai campi

Due furti nel giro di pochi giorni: il primo sul monte di Ripa nell’azienda agricola Solatio Il secondo a Palatina nel terreno della cooperativa La Mulattiera: «Un danno enorme»

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SERAVEZZA. C’è chi ruba gioielli, chi portafogli, chi prova a mettere in moto auto. E poi c’è chi ruba api. Proprio così: api, le regine degli insetti. In Versilia sono spariti nei giorni scorsi sedici alveari interi – le arnie, cioè le casse di legno, e i telaini con le famiglie di api comprese –, otto sul monte di Ripa nel comune di Seravezza, altre otto a Palatina, nelle colline di Strettoia. Appartenevano la prima all’azienda agricola Solatio di Seravezza e la seconda alla cooperativa agricola forestale La Mulattiera, anche di Seravezza ma con campi anche a Pietrasanta. Entrambe hanno presentato denuncia ai carabinieri di Querceta che adesso indagano.

Non è la prima volta che succede in Toscana. Altri casi vennero segnalati negli anni scorsi nella provincia di Pisa e a Livorno. Se è un banda, è possibile che adesso abbia messo gli occhi sulla Versilia. Il primo furto è avvenuto prima di Pasqua, sul monte di Ripa, in un campo che si raggiunge attraverso un’unica strada a vicolo cieco. Qui l’azienda agricola Solatio aveva otto arnie piene, più altre vuote. «Si sono portati via tutte le api. Ci avevamo messo cinque anni a far crescere quelle famiglie», racconta Emanuele Capovani. È stato lui a trovare, la domenica di Pasqua, il terreno vuoto. «Non ci andiamo spesso. Quindi non so dire quando siano state rubate e da chi, ma sicuramente non è qualcuno che è passato di lì per caso».

Il secondo furto è avvenuto tra venerdì pomeriggio e domenica mattina, a Strettoia, dove aveva le arnie la cooperativa La Mulattiera. Anche in questo caso sono spariti tutti gli alveari. «Ero andato venerdì e quando sono tornato domenica non c’era più nemmeno un’ape», racconta Enrico D’Addio, medico veterinario e socio della cooperativa seravezzina.

Ogni famiglia di api costa circa 300 euro. Trecento per sedici fa già 4. 800 euro. A cui vanno aggiunti però gli anni di dedizione e di cure che servono per far crescere una famiglia di api e per farle produrre miele. «È già un periodo in cui è difficile fare apicolture – spiega il veterinario –: viste le patologie, i cambiamenti climatici, l’inquinamento». Di api ce ne sono sempre meno e producono sempre meno miele. Rubarle è come rubare oro. «È facilissimo far perdere le tracce delle famiglie perché possono essere divise e messe con altre famiglie o travasate direttamente in altre casse di legno», continua D’Addio.

I due apicoltori, come detto, hanno fatto denuncia ai carabinieri. «Ho fatto la segnalazione anche all’Asl», spiega D’Addio. Ma la possibilità di ritrovarle è praticamente nulla.



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