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Addio a “Tavolone”, l’elettricista dei vip

Addio a “Tavolone”, l’elettricista dei vip

Massimo Gabrielli aveva un’attività in via Piave a Forte dei Marmi che era anche il ritrovo di molti juventini. Se ne va a 67 anni

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FORTE DEI MARMI. Quando girava per strada fotografa con il telefonino tutti i quadri elettrici. A volte imparava qualcosa di nuovo. Altre scuoteva la testa e borbottava tra sé e sé «no, così non va bene. È fatto male, vedi?». E giù a spiegare la filosofia dei quadri elettrici. Massimo Gabrielli era così: un filosofo dell’elettricità. Un pensatore con le mani d’oro. E non a caso era l’elettricista di mezzo paese, ville e vip inclusi. È morto venerdì 6, dopo una malattia, a 67 anni.

Tutti lo chiamavano Tavolone, anche se nessuno si ricorda perché. Forse «perché da ragazzo sembrava una tavola». Ma no, «perché aveva un sacco di tavoloni in negozio», dicono le voci. I soprannomi nascono a caso, e poi corrono nella vita insieme al proprietario.

Era nato nel 1950. Un’epoca in cui il mestiere s’impara quasi prima di imparare a scrivere. E lui si era infilato fra cavi e fili di rame giovanissimo. Poi era arrivata la prima attività, poi la seconda e via tutta una vita a girare case e negozi. Negli ultimi anni aveva un’attività di materiali elettrici e riparazioni in via Piave. Nel 2011 aveva chiuso i battenti e si era trasferito a Porcari, nella casa di alcuni amici di famiglia Jessica e Michele Adorni, con il nipote acquisito, Gregorio.

La Juventus era la sua passione. Anzi, molto più di una passione. Il suo negozio era il ritrovo dello Juventus club del territorio e di tutti gli juventini della zona. Lo stadio di Torino lo conosceva ormai come le sue tasche. Dei giocatori sapeva vita, morte e miracoli. Se l’era anche tatuata in un braccio, la Juventus: lo stemma bianco e nero indelebile sulla pelle. Una volta fece svegliare anche sua mamma, anziana, all’una di notte per andare nel locale dove erano a fare serata i bianconeri per una foto con Alessandro Del Piero.

«Massimo aveva rappresentato con il suo negozio di elettricità e riparazioni in via Piave un punto di riferimento per il Paese. Sempre disponibile, una figura speciale, pronto al sorriso, gioviale, altruista e conviviale. La sua bottega, insieme a quella accanto, la storica macelleria di Angelo Barberi erano un punto di aggregazione non solo degli sportivi juventini come Massimo, ma anche di tutti i fortemarmini, che lì si riunivano a parlare di qualsiasi argomento, dalla vita di paese alla politica», scrive in una nota l’amministrazione comunale. I funerali si sono tenuti nella chiesa di Sant’Ermete.

mel. car.
 

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