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Seatec, Yare e Versilia Yachting nella Toscana dove vola il refit

Seatec, Yare e Versilia Yachting nella Toscana dove vola il refit

VIAREGGIO. Primavera ricca di appuntamenti per la nautica e per l’associazione di categoria Nautica Italiana, che conta oltre 100 aziende associate, identificative dell’intero comparto nautico...

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VIAREGGIO. Primavera ricca di appuntamenti per la nautica e per l’associazione di categoria Nautica Italiana, che conta oltre 100 aziende associate, identificative dell’intero comparto nautico italiano. Ieri a Carrara è iniziato il Seatec 2018, con alcuni tra i principali soci di Nautica Italiana in prima linea nel presentare ai visitatori le loro ultime novità in fatto di accessoristica e componentistica navale. Settore che raggiunge un valore assoluto annuo che supera gli 800 milioni di euro.

Dal 18 al 21 aprile, di scena a Viareggio sarà l’ottava edizione di “Yare”, così riassumibile nelle parole degli organizzatori: «Business innovativo, incontri diretti tra comandati e imprese, approfondimenti su temi concreti del comparto refit quali manutenzione, servizi dopo vendita, contratti e affari legali, vendita, elettronica e progettazione grazie al format dinamico di The Superyacht Captains’ Forum». Che vedrà in città 110 comandanti, e tra questi anche quelli di alcune vere e proprie leggende del mare. E da Yare si va dritti al Versilia Yachting Rendez Vous, seconda edizione dal 10 al 13 maggio, fortemente voluta da Nautica Italiana.

Ed è proprio il segretario dell’associazione di categoria, Lorenzo Pollicardo, che ieri ha portato a Viareggio gli ultimi dati aggiornati sull'andamento del settore, presentati al convegno “Nuove norme in materia di nautica ed altri profili contrattuali e fiscali per cantieri, acquirenti e marine”, organizzato dallo studio legale associato Berlingieri-Maresca, con il patrocinio di Federagenti e la stessa Nautica Italiana.

Dalla Liguria a Livorno, passando per Viareggio - così i dati presentati dall’ingegner Pollicardo che ha realizzato un sondaggio tra i comandanti per dettagliare il quadro d’insieme - «l’area si impone come la più gettonata del Polo mondiale del Refit&Repair». Il perché è presto detto: «La Francia sta iniziando a pagare il prezzo di quella competitività spinta praticata continuando ad applicare norme pre Unione europea. Comportamento che ha portato all’apertura di infrazione da parte della Comunità e al necessario percorso per mettersi in regola».

Ma c’è un altro dato che Nautica Italiana ha voluto portare all’attenzione di tutti. Ed è quello dell’aumento dei “passaggi” dei grandi yacht (oltre i 40 metri di lunghezza) lungo le coste italiane. Nel 2017 sono stati 8.200, contro i 7.540 del 2016. «Con quattro giorni di fermata di media», è l’elaborazione proposta da Pollicardo. In uno scenario mondiale in cui «è triplicato negli anni il numero dei “giga yacht”» significa una cosa sola: che l’Italia deve investire in portualità e servizi alla grande nautica. Ed i dati snocciolati ieri al convegno di Viareggio lo confermano ulteriormente. Là dove si parla di una valore economico dei superyacht pari a 24 miliardi di euro di mercato globale, 13,76 miliardi di contributo diretto e 10,24 miliardi di contributo indiretto. Con un’occupazione media di 250 persone per ciascuna unità navale,

«Resta un elemento critico, una nota dolente», è la considerazione del segretario di Nautica Italiana proposta al convengo di ieri dedicato al nuovo Codice nautico: «Solo il 2,4% dei grandi yacht battono bandiera italiana». Un Paese, insomma, che i giganti dell’andar per mare costruisce (413 maxi yacht in costruzione e 124 già consegnati per il 2018) ma non li acquista. In un quadro mondiale che ha visto passare la flotta globale dei grandi yacht dalle 5.051 imbarcazioni del 2016 alle 5.185 del 2017. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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