Gioco
Un parco urbano rinato dal degrado con un milione
LIDO DI CAMAIORE. Nell’attesa che si sciolga il nodo sicurezza e arrivino i grandi eventi del 2019, il parco urbano di Bussoladomani rimane quello che è adesso: un grande giardino a due passi dal...
LIDO DI CAMAIORE. Nell’attesa che si sciolga il nodo sicurezza e arrivino i grandi eventi del 2019, il parco urbano di Bussoladomani rimane quello che è adesso: un grande giardino a due passi dal mare.
La sua rinascita è stato il grande vanto del primo mandato del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto che lo ha inaugurato l’anno scorso in piena campagna elettorale. Nel giorno dell’inaugurazione accanto a lui proprio Mimmo D’Alessandro, il promoter che in quell’occasione fu cauto sul futuro dell’area: «Abbiamo grandi progetti, annunceremo quando sarà il momento».
Ma per arrivare a quel punto la strada è stata lunga. Dagli antichi splendori della seconda metà degli anni 70, quel parco ha vissuto anche momenti oscuri: per anni è stata la casa degli spacciatori e del degrado.
Il nome di Bussoladomani è infatti indissolubilmente legato al suo creatore Sergio Bernardini, maestro di D’Alessandro, che nel 1976 decise di prendere il parco che si trova poco distante del lungomare di Lido di Camaiore e di metterci un tendone, come quelli del circo. Quel giorno nacque il mito: all’interno ci passarono i grandi della musica internazionale Mike Oldfield, Joe Cocker, James Brown, Dionne Warwick.
Bussoladomani è stato il primo teatro tenda d’Italia: ospitava fino a 6. 000 spettatori e la Rai ne aveva fatto la postazione fissa per dirette e programmi. Ma soprattutto è entrata nella storia per gli ultimi 15 incredibili concerti di Mina. Nel 1984 in una delle dirette Rai una bestemmia di Leopoldo Mastelloni fece saltare tutti i successivi eventi della televisione pubblica da Bussoladomani. Da lì cominciò il declino fino alla demolizione del tendone nel 2000. Fra il 2002 e il 2008 quello che prima era tra i palchi più noti della costa, era diventato il luogo dello spaccio e del degrado. A dominare non erano i riflettori ma solo l’erba alta. Durante questi anni l’amministrazione di Camaiore guidata dall’allora sindaco Giampaolo Bertola aveva provato a rivalorizzare il parco con un privato: il project financing l’avrebbe trasformato in un’area residenziale e commerciale. La convenzione passò nel 2008 ma il progetto naufragò dopo l’indagine per corruzione e turbativa che si è conclusa con una sentenza di condanna in primo grado.
Ci sono voluti un milione di euro di soldi pubblici per ripulire completamente l’area e trasformarla nel parco che è adesso, un’area in attesa di rivivere le glorie del passato.
(cbm)
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