Sicurezza
Orario ridotto? E il pub se ne va
Un’ordinanza anticipava la chiusura alle 22: il titolare sceglie di spostarsi altrove
MASSAROSA. Neanche tre mesi di attività che il Movida Pub di via Roma fa i bagagli e se ne va. La decisione è stata presa dal titolare Pietro Calzabianca il quale ha ricevuto il 30 marzo scorso l’ordinanza del sindaco nel quale gli veniva imposto la chiusura anticipata alle 22 invece che all’una. Il provvedimento arriva dopo mesi di polemiche: i cittadini che abitano nelle vicinanze hanno segnalato più volte alle forze dell’ordine gli schiamazzi durante la notte e non era di certo una novità che i carabinieri arrivassero per chiedere di abbassare il volume. Ma il rumore è andato avanti e gli esposti sono arrivati anche all’Arpat: l’agenzia regionale per la tutela dell’ambiente è stata interpellata per fare rilievi dal vicinato e ha rilevato che effettivamente venivano sforati di decibel prescritti dalla norma per l’orario. Insomma, l’insonorizzazione del locale non era sufficiente per bloccare i rumori e il chiacchiericcio degli avventori.
Date le rilevazioni dei tecnici Arpat, il sindaco Franco Mungai ha emesso un’ordinanza nella quale impone al locale di chiudere obbligatoriamente entro le 22. «Non siamo contro chi investe nel territorio - ha precisato il sindaco, raggiunto telefonicamente dal Tirreno - esistono delle prescrizioni che dobbiamo far rispettare. CI dispiace se poi chi dovrebbe adeguarsi, decide di andarsene».
La cosa infatti non è andata giù a Calzabianca il quale ha deciso di traslocare e di annunciarlo tramite un post su Facebook: «Abbiamo deciso di investire e spostare l'attività da un'altra parte. Un luogo che comunicheremo a breve, per offrire tutti i servizi che avevamo promesso e che stavamo attuando. Non importa quanti colpi si possono ricevere ma l'importante è rialzarsi e spero che lo facciate insieme a noi - ha scritto - Grazie per tutti i momenti belli che abbiamo condiviso e che sicuramente ricondivideremo».
A parlare anche il legale di Calzabianca, l’avvocato Elefante: «Il Movida era un posto che in poco tempo aveva avuto successo perché raccoglieva i giovani del paese: una scelta del genere penalizza chi investe».E a salire sul carro della protesta anche il consigliere Alberto Coluccini: «Questa amministrazione sta tentando in ogni modo di rendere Massarosa un paese dormitorio».
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