Attenzione
Morì nel cantiere, in due a processo
L’incidente durante i lavori per la nuova sede di un’azienda: a giudizio imprenditore e responsabile della sicurezza
VIAREGGIO. Due versiliesi – un imprenditore e un tecnico incaricato di seguire il fronte della sicurezza – sono finiti a processo per omicidio colposo per un incidente mortale avvenuto nel 2014 in un cantiere aperto a Montacchiello, nei pressi di Pisa. Dove si stava costruendo un capannone industriale.
In quel cantiere morì un artigiano mentre stava lavorando nell’allestimento di un impianto.
Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Pisa Pietro Murano ha rinviato a giudizio uno dei titolari della società di telecomunicazioni Welcome Italia, Giovanni Luisotti, 62 anni, di Massarosa e il responsabile della sicurezza all’epoca dell’incidente, Marco Mutti, geometra, 58 anni, di Viareggio.
Le parti civili, i familiari della vittima, Daniele Folletti, 61 anni, artigiano lucchese, nel frattempo sono state risarcite dall’assicurazione della società.
Ieri, nel corso dell’udienza preliminare dove è stato deciso il rinvio a giudizio, i legali delle parti interessate hanno informato il giudice dell’avvenuto pagamento.
La prima udienza si terrà prima dell’estate.
L’incidente avvenne intorno alle 13, 30 del 12 settembre 2014 all’interno di un edificio che ora ospita la Welcome Italia (l’altra è a Massarosa), specializzata in servizi telefonici e di comunicazione per professionisti e aziende.
Fatale per le sorti dell’artigiano fu il distacco del moschettone che teneva il carico. Il cedimento del sollevatore con il pancale provocò la caduta libera conclusa sulla testa di Folletti, titolare della Air Tech 2 di Guamo.
Il genero di Folletti fu il primo a soccorrerlo. In pratica la vittima gli morì tra le braccia.
Uno strazio ulteriore in un dramma da lasciare sotto choc.
La ditta di Folletti, che dopo l’episodio ha cessato l’attività, aveva in appalto l’impianto di aerazione all’interno del capannone.
L’artigiano, il genero e un operaio erano impegnati a portare in alto i tubi e si erano serviti di un sollevatore, al quale era stato fissato un pancale di legno in modo da aumentare la superficie di appoggio.
Il sollevatore, a sua volta, era stato collegato a una corda che scorreva all’interno di un moschettone.
Quando il sollevatore con il basamento in legno giunse a un’altezza di quattro metri, il moschettone si schiantò e il pancale travolse Folletti. Uno schiacciamento letale che rese vano qualsiasi soccorso.
L’artigiano era conosciuto a Lucca non solo per la sua attività aziendale, ma anche come appassionato volontario della Misericordia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
