Sicurezza
Del Dotto: «Servizio rifiuti insufficiente per Pasqua»
CAMAIORE. Il sindaco di Camaiore fa le pulci al turismo versiliese. In un lungo post apparso sul proprio sito personale ha attaccato principalmente l’organizzazione dei servizi durante la giornata di...
CAMAIORE. Il sindaco di Camaiore fa le pulci al turismo versiliese. In un lungo post apparso sul proprio sito personale ha attaccato principalmente l’organizzazione dei servizi durante la giornata di Pasqua. Primo indiziato dell’ira del sindaco è la raccolta dei rifiuti, a suo parere insufficiente, soprattutto perché a Lido di Camaiore nella giornata di Pasquetta c’era la fiera dello street food e il servizio di pulizia di Sea è terminato solamente nella mattinata di ieri. Sarebbero stati troppo pochi gli addetti al lavoro nel Lunedì dell’angelo e la raccolta rifiuti ne avrebbe risentito molto. E la battaglia sui rifiuti camaioresi quindi continua.
«La Versilia va strappata alle logiche degli anni Sessanta e alle nostalgie - scrive Del Dotto - i servizi pubblici non sono ancora adeguati, e la battaglia amministrativa su questo è serrata. Un esempio? Il mercato rionale del Lido il giorno di Pasquetta e la Sea che la mattina dopo non ha ancora finito di pulire. La sensazione è che non si tratti di inefficienza episodica, ma cronica. Sea è incapace di organizzare i servizi di raccolta ritagliandoli sulle stagioni e sulle utenze, senza approfittarne per gonfiare i dividendi di qualcuno».
Visto l’episodio, l’assessora all’Ambiente Sara Pescaglini, da tempo critica sul servizio della società dei rifiuti, incontrerà nei prossimi giorni la dirigenza di Sea per discutere riguardo al servizio offerto.
Ma il sindaco non si sofferma solo su questo e nel proprio scritto cita anche il trasporto pubblico: «Il trasporto pubblico tarato in modo poco adeguato a valorizzare le rotte e i punti di interesse, anche dell’entroterra. Proprio due settimane fa ho chiesto a CttNord di anticipare la partenza della navetta notturna e di ritardarne la disattivazione».
E a proposito del turismo versiliese ha puntato il dito anche sulle categorie: «Nel 2014 proposi alle categorie ricettive del Comune di sottoscrivere un protocollo di intesa che premiava con la fiscalità locale chi dimostrava di offrire servizi per il turista sportivo, legandosi a officine, noleggi bici, maneggi, guide alpine o turistiche, musei, teatri. Siamo ancora fermi a una bozza. Ma è evidente che il brand “Versilia” non si può più accontentare del passato: Romagna, Salento o Liguria non vanno scopiazzate, perché gli elementi identitaria su cui far leva certo non mancano, ma di certo queste realtà ci mostrano un metodo da seguire».
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