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Versilia

ALLA PIEVE 

Piscina abusiva nella villa, ordinata la demolizione

Piscina abusiva nella villa, ordinata la demolizione

L'opera è stata costruita anni fa ma adesso il Comune vuole che venga distrutta

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CAMAIORE. La piscina dentro a una delle ville della Pieve è abusiva e il Comune ha ordinato alla proprietà, l’azienda “Al Colle di Buchignano” di demolirla.

Il Comune ha emesso infatti un’ordinanza per chiedere alla proprietà di rientrare dall’abuso edilizio che è stato fatto circa dieci anni fa. Nell’area in questione sorgeva un frantoio in una zona vincolata per il rischio idrogeologico.

Il contenzioso va avanti da anni: la proprietà costituita da cittadini italiani e statunitensi avevano creato all’interno del giardino una piscina di nove metri per cinque, oltre a questo erano state realizzate la strada sterrata per raggiungere la piscina (un viottolo di circa venti metri e largo due) e un’ulteriore strada che parte dalla terrazza nella parte nord del fabbricato in parte cementata e in parte piastrellata. Si tratta di un manufatto di trentacinque metri e largo tre. Sono stati contestati anche un pergolato in legno, un muro di contenimento e un tratto di viottolo che costeggia il muro. Poco vicino all’abitazione ci sono anche un forno, un barbecue e altri piccoli abusi riguardanti il cambio di destinazione d’uso da frantoio ad abitazione civile.

Le opere contestate dal comune, adesso in oggetto all’ordinanza firmata dal dirigente Lucchesi, erano state svolte senza il titolo idoneo a costruire e, già in passato erano stati esortati a rimediare agli abusi mettendo in atto anche un piano di miglioramento ambientale su tutta l’area interessata.

Altre contestazioni erano state mosse nel 2015: la situazione però è rimasta immutata e i proprietari si erano di fatto rifiutati di ottemperare alle richieste dell’amministrazione. Così è arrivata nei giorni scorsi una nuova ingiunzione in cui viene chiesta l’immediata demolizione.

Si legge nell’ordinanza che se il responsabile, ovvero l’azienda titolare dell’immobile, non provvede alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi, come invece è prescritto dalla legge, entro il termine di tre mesi dall’ordinanza, il bene e la superficie in cui sono state fatte le costruzioni saranno acquisite a titolo gratuito al patrimonio del Comune.

L’area acquisita non può comunque essere superiore a dieci volte la complessiva superficie utile lorda che è stata costruita abusivamente.

La proprietà adesso ha due scelte: o ricorre al tribunale amministrativo impugnando l’atto del Comune, o paga 20mila euro di sanzione oppure dovrà demolire tutti i manufatti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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