Toscana
Corsa per salvare il Massaciuccoli: “tubino” più vicino
Entro il mese di aprile gli enti coinvolti firmeranno la nuova versione dell’accordo di programma
MASSAROSA. Dopo anni di rimandi, adesso gli enti, Regione in primis, accelerano sulla questione del lago di Massaciuccoli, uno specchio d’acqua morente che da oltre un decennio sta aspettando che qualcuno intervenga per evitare una fine più che annunciata. Archiviato definitivamente il progetto tubone nei mesi scorsi è stata annunciata una nuova opera quella del “tubino”, una condotta più piccola (circa la metà) che dovrebbe captare le acque provenienti dal Serchio e convogliarle all’interno del lago di Puccini. E i soldi, 18 milioni di euro, sono stati confermati dopo lo stanziamento di circa dieci anni fa.
Adesso però gli enti devono rivedere l’accordo di programma che era stato firmato per inserirvi all’interno tutte le novità di questo nuovo piano d’azione: non solo il tubino ma anche tutte le opere accessorie, venute fuori dagli incontri del Contratto di lago, che rientreranno con i soldi avanzati dal progetto principale. Un nuovo accordo che, secondo le prescrizioni date agli enti, dovrà essere sottoscritto entro la fine di questo mese in modo da poter andare avanti in maniera spedita verso la realizzazione.
«Ci verrà inviata da Firenze nei prossimi giorni la nuova versione dell’accordo di programma - spiega l’assessora all’Ambiente Agnese Marchetti - andremo a Variante rispetto al progetto iniziale. In questa nuova stesura ci saranno le schede in cui verranno elaborati schemi di carattere ambientale. Il Parco ha dato mandato all’università di Firenze e al Sant’Anna di studiare il caso. C’è già molto materiale che è stato elaborato con gli enti, gli ambientalisti e i cittadini durante gli incontri del Contratto di Lago: non partiamo dall’anno zero ma le università possono già avanzare delle proposte che ovviamente dovranno avere l’ok delle amministrazioni coinvolte».
Le tempistiche: subito dopo pasqua arriveranno alle giunte e agli organi di controllo le carte del nuovo accordo che dovrebbero essere firmate entro la fine del mese. Da qui verrà riconvocato un tavolo con tutti i rappresentanti locali e da lì la palla passerà all’Autorità di bacino. Solo con l’ok a tutti questi passaggi si potrà passare alla realizzazione.
Il passaggio delle università, ovvero quelle delle opere complementari al tubino, avranno un iter diverso che si svolgerà in maniera parallela.
Gli enti devono stringere a chiudere la partite in fretta anche in ragione del fatto che il finanziamento c’è, ma da troppo tempo.
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