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Due versiliesi nel processo sul clan Terracciano

VIAREGGIO. Sono finiti anche due versiliesi nel processo sul clan Terracciano, i due fratelli originari di Pollena Trocchia ritenuti vicini alla camorra. Nove anni fa fece scalpore il sequestro della...

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VIAREGGIO. Sono finiti anche due versiliesi nel processo sul clan Terracciano, i due fratelli originari di Pollena Trocchia ritenuti vicini alla camorra. Nove anni fa fece scalpore il sequestro della catena di pizzerie Donchisciotte, che secondo la direzione distrettuale antimafia erano state acquistate coi soldi frutto di reati e ora sono passate di mano. Il processo inizierà a Prato dopo 10 anni tondi dalla fine delle indagini, con 52 persone imputate. Tra queste anche Luigi Basile, 50 anni, domiciliato a Quiesa, e Jonah Ghiselli, 39 anni, di Camaiore.

L’inchiesta ha preso le mosse a Lucca con l’operazione Dirty Horse (scommesse sui cavalli) e poi è stata sviluppata dalla squadra mobile di Prato. Tra le contestazioni mosse ai Terracciano c’è anche di aver tentato di prendere il controllo della concessionaria Mercedes Fineschi (ora chiusa) tramite un prestanome, e di aver preso il controllo di alcuni locali notturni tra cui l’Ocafioca di Prato (da tempo chiuso) e lo Show Girls di Campi Bisenzio. E proprio in seguito a un controllo allo Show Girls, che secondo gli inquirenti non fu particolarmente accurato che è finito nei guai anche l’ex vice questore Gianfranco Latino, ora in pensione, anche lui rinviato a giudizio nel processo che inizierà l’11 gennaio 2019.

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