Sicurezza
Urbanistica, nuovo regolamento per fine anno
L’annuncio di Pierucci: adozione prevista entro maggio L’asse di penetrazione non sarà in questo provvedimento
VIAREGGIO. Raccontare la città che verrà senza citarne, con nome e cognome, neanche una strada, un luogo, un metro quadro di territorio. Iniziativa al sapor di urbanistica, quella di ieri pomeriggio in Municipio, come si addice alla moderna cucina, più immaginata che mangiata. Ma alcuni elementi chiave del Regolamento urbanistico che verrà sono comunque emersi dalle parole dell’assessore Federico Pierucci e dei docenti universitari dell’Ateneo fiorentino che stanno lavorando al provvedimento (Fabio Lucchesi, David Fanfani e Giovanni Belletti).
Intanto due date: adozione a fine maggio e approvazione entro il 2018. In mezzo gli incontri con categorie, Ordini professionali, associazioni sul territorio. «Non un percorso partecipati classico», così ha risposto alle obiezioni un tesissimo Pierucci, «ma un confronto con la città». Se percorso partecipativo sarà, riguarderà - dal 2019 - la redazione del nuovo Piano strutturale, questa sì davvero molto attesa.
Ed è l’ordine degli interventi - come deciso dall’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro - uno dei tempi più caldi del confronto. Perché - così le obiezioni di più di un professionista - è il Piano strutturale che costruisce un’idea di città. Mentre, nel caso di Viareggio, si va a procedere in senso contrario. «Se fossimo partiti dalla revisione del Piano strutturale - ha risposto Pierucci - avremmo potuto fare voli pindarici che così non possiamo permetterci. Ma, permettetemi l’esempio, se ho tra le mani un malato grave che rischia di morire, prima di tutto lo si tiene in vita. Per questo chiediamo sostegno e aiuto da parte di tutti. Per un lavoro che sia il migliore possibile, nelle condizioni di emergenza date».
La seconda certezza è quella emersa dagli interventi di tutti e tre i docenti (Dipartimenti di architettura ed economia): «Il documento guida - così ha spiegato il professor Lucchesi - è quello dell’avvio di procedimento datato 2014». Il quale, a sua volta, era una sintesi del Regolamento urbanistico messo a punto sotto l’amministrazione del sindaco Marco Marcucci (e non sarà un caso se in prima fila, ieri pomeriggio, era seduto Moreno Gabrielli, anima di quella amministrazione), poi rivisto e portato fino alla adozione (poi revocata) dall’amministrazione del sindaco Luca Lunardini. Centrosinistra, centrodestra e amministrazione dal carattere civico (quella attuale) che in materia di urbanistica sembrano convergere.
Il terzo punto fermo è il cuore del Regolamento che verrà. La cui attenzione - sono state ancora le parole di Lucchesi - «sarà limitata al territorio urbanizzato». Pur limitato nei confini delle singole, come ieri non è emerso ma come più volte ribadito in questi mesi dall’assessore Pierucci. Territorio urbano dotato di grandi contenitori urbani («a volte vero quartiere nei quartieri», è stato sottolineato ieri) da «riqualificare». Con operazioni che al Comune porteranno somme importanti, ma una previsione almeno sul medio periodo ancora sembra non esserci. Perché «In città una certa voglia di tornare ad investire esiste», ha sottolineato Pierucci «e credo sia giusto che l’amministrazione comunale dia una risposta».
Infine, una quarta certezza, emersa con molta chiarezza dall’interessante intervento del professor Belletti: «L’asse di penetrazione non farà parte di questo strumento urbanistico. Che rientra nella Pianificazione strutturale». Se ne riparla, dunque, con l’avvio della modifica del Piano strutturale, al quale l’amministrazione intende mettere mano a partire dal 2019.
Due strumenti - Regolamento e Piano strutturale - che si vanno ad intrecciare con il lavoro di Ente Parco ed Autorità portuale per la pianificazione di loro competenza. Del Ghingaro non si è lasciato sfuggire l’occasione per mandare in messaggio alla Regione e al segretario dell’Authority, Fabrizio Morelli: «Dobbiamo discutere di cosa fare del porto senza intermediazioni da parte di terzi».
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