Gioco
Rifiuti, 10 camion al giorno per il nuovo impianto
Quando il codigestore funzionerà a regime questo sarà l’impatto sul quartiere Visita della commissione ambiente nell’area del depuratore alla Migliarina
VIAREGGIO. Dieci camion al giorno, carichi di rifiuto organico, ogni mattina diretti al nuovo impianto di trattamento rifiuti (codigestore) che sta sorgendo alla Migliarina, nell’area del depuratore Gaia. Questo il carico di traffico che attraversa la stretta viabilità tra i cambi e tra le case non appena l’impianto sarà del tutto funzionante, per un totale di 15.000 tonnellate l’anno di rifiuto organico.
Visita al codigestore, ieri mattina, per la commissione ambiente del consiglio comunale, presieduta da Gloria Puccetti (Lista Del Ghingaro). Con lei i consiglieri Maria Pacchini (Lega), Annamaria Pacilio (Cinque stelle), Luca Poletti (Pd), Marinella Spagnoli (lista “Viareggio tornerà bellissima”) ed Alfredo Trinchese (Lega). Ad accoglierli, l’ingegnere di Sea Risorse, Caterina Susini, La quale, nell’affrontare la questione del traffico che il nuovo impianto porterà nella zona, dichiara: «Cercheremo di fare un’equa distribuzione sui due ingressi, via degli Aceri e via Poggio alle Viti. Perché la viabilità qui è quella che è».
La visita all’impianto ha portato la commissione ed il “Tirreno” all’interno del capannone nuovo di zecca, nato sul terreno che Sea Risorse ha in comodato dalla curatela della fallita Viareggio Patrimonio, proprietaria dell’area, dove è in corso la sperimentazione di quella che sarà, poi, l’attività finale. Ovvero la miscelazione di fanghi di supero del depuratore con il rifiuto organico, così da produrre ammendante per concimare i campi. Al momento - ha spiegato Susini - «la sperimentazione viene eseguita con 5 tonnellate al giorno (a giorni alterni) di organico». Quando il codigestore sarà pienamente funzionante le tonnellate saranno 50.000 al giorno, a ciclo continuo.
Il ragno “pesca” tra i rifiuti contenuti nei sacchetti marroni della raccolta Sea Risorse, poi carica il materiale sul mastro-pressa. L’odore è fortissimo, dentro e fuori il capannone: l’impianto al momento non è ancora dotato di biofiltro e gli odori del trattamento rifiuti si mescolano a quelli che salgono dalle vasche del depuratore. Entrambi prendono alla gola non appena ci si sofferma un po’ nell’area.
La pressatura produce due tipi di scarti: il secco e plastica/inerti. Il secco, al momento, deve andare in discarica - ha spiegato Susini - perché l’impianto di Pioppogatto al momento non ha l’autorizzazione al trattamento di questo tipo di rifiuto. Ma l’ha richiesta alla Regione, nel progetto di ampliamento. Lo scarto - è il dato fornito dall’ingegnere di Sea Risorse - è il 15%.
I lavori per il codigestore non si limiteranno alla sola realizzazione del nuovo capannone. L’intera linea esistente di trattamento dei fanghi Gaia deve essere ristrutturata, così da portare a regime anche la produzione di biogas. La somma necessaria ammonta a 2,4 milioni di euro, derivanti da un mutuo di Sea Risorse. I lavori di ristrutturazione, spiega Susini, «sono già stati affidati e mi augurano possano iniziare a metà aprile». Nella somma è compresa anche la costruzione di una cabina elettrica: al momento, infatti, la sperimentazione avviene grazie ad un generatore.
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