Il Tirreno

Versilia

Rifiuti: Reti Ambiente accelera e vuole il cda

di Donatella Francesconi
Rifiuti: Reti Ambiente accelera e vuole il cda

Assemblea dei Comuni soci convocata per il 10 aprile in tutta fretta Del Dotto: si proceda con la fusione oppure la società va a morire

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VIAREGGIO. Assemblea dei soci di Rete Ambiente convocata - all’improvviso - per il 10 aprile. All’ordine del giorno c’è la modifica dello statuto, in particolare su due punti: adeguamento dell’organo amministrativo ai sensi del decreto Madia, ed attivazione dei processi di controllo analogo. Un passaggio dovuto, oggi che è arrivata la risposta di Anac all’interrogazione presentata in merito all’obbligo o meno di iscrizione di Geofor (la società dei rifiuti di Pisa, socia di Reti Ambiente) nell'elenco delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori che operano mediante affidamenti diretti nei confronti di proprie “società” in house (articolo 192 del decreto legislativo 50/2016). Fatto questo passaggio, il Comune di Pisa potrà procedere con l’affidamento del servizio.

Perché, nel quadro attuale - con Reti Ambiente non operativa - il servizio viene affidato dai Comuni della Costa toscana ad aziende che hanno conferito quote e beni e Rete Ambiente, società che al momento non è in grado di svolgere neppure il compito principale di controllante. Un bel rebus, non c’è che dire. Ed ancora più oggi che si pone l’urgenza di iscrivere nello stesso elenco anche Reti Ambiente. La quale chiede ai Comuni soci di modificare in tal senso lo statuto, pur mantenendo nello stesso (articolo 5, comma 5) la possibilità di avere soci privati. Passaggio, questo, che confligge con la natura di società dotata di controllo analogo.

È in questo quadro di accelerazione e confusione insieme che oggi tornano a riunirsi i sindaci dei Comuni a governo Pd della Costa Toscana che, appena qualche mese fa, hanno detto chiaro e tondo che Reti Ambiente deve rimanere pubblica. «Con l’ordine del giorno dell’assemblea del 10 aprile - sono le parole del sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto - sembra che si vada verso un’apertura nei confronti delle nostre ragioni. Pur restando poi da chiudere il ragionamento sul Piano industriale. Perché è lì che si annida ancora il ragionamento per cui si indica come necessario il socio privato».

Nell’incontro di oggi i sindaci discuteranno anche dell’ipotesi di dotare Reti Ambiente di un consiglio di amministratore invece che di un amministratore unico, che è oggi è Marco Frey. «Non occorre il Cda», è il messaggio di Del Dotto: «Se chi c’è oggi non è in grado bastano le dimissioni. Quelle di Frey, che io torno a chiedere con forza». Del Dotto ricorda: «Il decreto Madia non impone il cda. Se ne può ragionare sicuramente. Ma quella non è una modifica obbligatoria, dato che lo stesso decreto la pone come residuale». Quindi, così la posizione del sindaco di Camaiore, «è necessaria una delibera di presa d’atto che passi dai consigli comunali. E a Camaiore lo faremo. Anche d’urgenza, con un consiglio ad hoc».

La spinta che i sindaci “ribelli” confermeranno domani è quella «alla fusione per incorporazione di tutte e sei le società confluite in Reti Ambiente». Passaggio chiave per rendere operativo il gestore unico. I passaggi successivi saranno il contratto di servizio ed il Piano industriale. «Se non ci si muove a fare la fusione», conclude Del Dotto, «Reti Ambiente sparisce prima del tempo. Quelli di ora, insomma, rischiano di esserne i rantoli. Adesso serve uno scatto d’orgoglio, a prescindere da chi aveva ragione e chi torto». In particolare sulla vicenda che ha vistoCamaiore andare nella stessa direzione fissata da Anac: affidamento diretto del servizio sulla base dell’offerta più conveniente per i cittadini.



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