Massacro di Halloween: prima condanna definitiva per il delitto Iacconi
Il ragazzo che si autoaccusò del pestaggio rinuncia al ricorso in Cassazione «Voglio scontare la mia pena». È già stato riportato in carcere a Bologna
VIAREGGIO. «Voglio scontare la mia pena». Con queste parole il ventunenne viareggino, che a soli 17 anni – per questo motivo Il Tirreno non pubblica il suo nome – ha massacrato a colpi di casco Manuele Iacconi la notte del 31 ottobre 2014, ha sigillato una scelta. Una scelta che non cambia il passato: Manuele, che aveva 34 anni e viveva a Piano di Mommio, non c’è più, non ci sono più i suoi sogni e le sue speranze. Ma il ragazzo che quella notte lo ha aggredito in via Coppino, dopo una banale lite da strada, ha deciso che quella scelta andava fatta. Che la pena di 12 anni di carcere decisa dal giudice di primo grado e confermata dall’Appello andava definitivamente accettata, senza discuterla più. E così il ragazzo, dopo essersi consultato con i genitori e i suo legali, gli avvocati Giacomo Ciardelli e Valentina Tognocchi, ha deciso di rinunciare al ricorso già depositato in Corte di Cassazione. Dopo tutte le verifiche del caso la Cassazione ha preso atto della rinuncia: la condanna è diventata definitiva.
La conferma è arrivata nei giorni scorsi con una comunicazione ufficiale del tribunale: il ventunenne è già stato riportato in carcere a Bologna, dove sconterà il resto della pena. Qui – spiega l’avvocato Ciardelli «studierà per diventare perito e lavorerà, nell’ambito di un percorso di recupero che era già stato intrapreso». La scelta di rinunciare al ricorso in Cassazione, spiega lo stesso Ciardelli, non è certo usuale in un caso di omicidio «e non è motivata da mancanza di argomentazioni valide per il ricorso stesso. Che era già stato depositato, prima di essere ritirato». A sottolineare che si è trattato di una volontà del giovane. Il cui comportamento, nel corso di questa vicenda, è passato dal delitto commesso alla confessione alla polizia pochi giorni dopo il fatto. Fino alla rivelazione agli inquirenti che lui non era solo quella notte. Dichiarazioni che hanno portato sul banco degli imputati tre amici: Matteo Della Ragione, 21 anni – che era minorenne a sua volta, ma Il Tirreno ne pubblica il nome perché nel frattempo è finito sotto accusa per un episodio simile – Federico Bianchi, 23, e Alessio Fialdini, 22. Secondo gli inquirenti erano tutti insieme, quella notte, come una sola squadra. Con l’obiettivo di picchiare e uccidere Manuele e anche il suo amico Matteo Lasurdi. Che, invece, se l’è cavata.
Con questa condanna definitiva si chiude un primo cerchio sul pestaggio della notte di Halloween. La giustizia, di cui si parla spesso in tono critico, ha decretato in meno di quattro anni il primo colpevole. Ora restano aperti altri due processi: il 18 aprile si aprirà quello d’appello a carico di Della Ragione, difeso dall’avvocato Cristiano Baroni. Della Ragione è stato condannato a 12 anni di carcere in primo grado. Si resta in attesa della fissazione dell’udienza dell’appello per Bianchi e Fialdini, assistiti dagli avvocati Maria Laura Bitonte e Massimo Landi e condannati in primo grado rispettivamente a 15 anni e 8 mesi e a 18 anni. Tutti i ragazzi sono imputati di omicidio, tentato omicidio e lesioni gravissime: secondo la Procura di Lucca e la Procura minorile di Firenze, così come secondo la polizia che ha indagato sul fatto, i quattro volevano dare una lezione a Iacconi e a Lasurdi dopo una lite accesasi in strada. Un litigio iniziato da uno scambio di battute legato a una sigaretta non data, che sarebbe passato alle maniere forti – secondo l’accusa – dopo un doppio cazzotto rifilato da Bianchi a Iacconi e Lasurdi. Da lì l’inizio della follia, con il primo colpo di casco che sarebbe stato dato da Fialdini, per poi far finire il lavoro ai due minorenni – oggi non più tali – coinvolti. Una ricostruzione che, dalla prima sentenza di condanna del 2015, finora ha retto in ogni tribunale. Con la famiglia di Manuele, assistita dagli avvocati Riccardo Carloni e Luca Fontirossi, presente in ogni udienza assieme agli amici di “Manù”.
@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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