Il Tirreno

Versilia

Appiccano il fuoco in una falegnameria

di Cesare Bonifazi
Appiccano il fuoco in una falegnameria

Incendio nel cuore della notte alla Ideal Yacht, una ditta artigiana di Bicchio Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza

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VIAREGGIO. Tutto quello che rimane dell’ufficio della Ideal Yacht, una piccola azienda di falegnameria e manutenzioni per la nautica, sono i plichi bruciati accatastati un po’ ovunque. L’odore di plastica e carta bruciata si sente da decine di metri di distanza. Il laboratorio è quasi completamente intatto, soltanto le pareti sono annerite per il fumo e il piano superiore è coperto di fuliggine che è stata trasportata dal caldo. I vetri del capannone sono completamente distrutti così come gli infissi, distorti per il grande calore. Anche la sbarra per entrare nella corte interna è stata piegata per permettere ai mezzi di arrivare e spegnere l’incendio.

Sono le tre e venti del mattino di ieri. Andrea Chiarini, il ventisettenne titolare dell’azienda che si trova in via di Mezzogiorno, una traversa di via dei Comparini a Bicchio, si sveglia di soprassalto: il telefono squilla e non è un buon segno. Dall’altro capo della cornetta viene avvertito dalla vigilanza privata Vesuvio che la ditta sta andando a fuoco. Chiarini e il padre Aldo, che vivono nella stessa casa a Viareggio, a pochi chilometri dal lavoro, saltano immediatamente in macchina: c’è da correre perché l’azienda sta andando letteralmente in fumo. Quando arrivano davanti al capannone si ritrovano davanti una scena mai vista prima nella loro vita: le fiamme che escono da un lato sono alte e arrivano ad annerire le mura fino al tetto. Tutto quello che hanno costruito è corroso dal fuoco.

Sul posto intervengono tre squadre dei vigili del fuoco, avvertite anche loro dalla vigilanza, due arrivano direttamente da Viareggio e una da Lucca. Ci vogliono alcune ore perché l’incendio venga domato. Oltre all’ufficio è bruciato anche l’interno di un furgone a qualche decina di metri di distanza dalla sede. Che sia stata una casualità appare poco probabile.

I carabinieri, guidati dal comandante Edoardo Cetola, sono sul posto: a loro sono affidate le indagini per stabilire se si sia trattato veramente di una fatalità oppure, come invece sembra più plausibile, di un atto premeditato.

Qualcuno infatti, secondo una prima ipotesi non ancora confermata dalle forze dell’ordine, avrebbe infranto una finestra e da lì, senza neanche entrare all’interno dello stabile, avrebbe dato fuoco all’immobile con un congegno incendiario, forse una bottiglia. Nella follia piromane ci sarebbe scappato anche il tempo di dare fuoco all’interno di uno dei mezzi, un cassonato, che si trovava proprio davanti all’entrata della Ideal Yacht, ma a qualche decina di metri di distanza. Al momento sembra che gli autori dell’incendio non abbiano lasciato tracce evidenti del colpo, se non la devastazione provocata da ore di fiamme.

In supporto ai militari di Viareggio è arrivata anche la squadra scientifica della polizia che ha avviato le indagini per capire da dove sia partito esattamente l’incendio e se ci sono elementi per risalire all’eventuale autore del gesto. Al momento però gli investigatori, tramite fonti ufficiali, fanno sapere che non si escluderebbe alcuna ipotesi, neanche del fatto accidentale che possa aver causato le fiamme. Intanto sono state acquisite le immagini delle telecamere di sorveglianza delle aziende vicine per cercare di capire se qualcuno, poco prima che scoppiasse l’incendio, si sia avvicinato in maniera sospetta al capannone. Sarebbe stato infatti impossibile riuscire a ricavare qualche dato dalla sorveglianza installata proprio all’entrata della Ideal Yachts dato che le telecamere si sono praticamente sciolte per il grande calore sprigionato dal fuoco che ha divampato anche all’esterno.

Già da ieri mattina una ditta fiorentina è al lavoro per sanificare i locali.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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