Il Tirreno

Versilia

Il primario Cima lascia ostetricia del Versilia al suo posto Marsili

di Matteo Tuccini
Il ginecologo Andrea Marsili
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Il ginecologo Andrea Marsili

In pensione lo storico direttore del reparto. Il noto ginecologo lo sostituirà in attesa del concorso dell’Asl

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VIAREGGIO. È Andrea Marsili il medico candidato a raccogliere l’eredità di Giovanni Paolo Cima alla guida del reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Versilia. Il dottor Marsili, conosciutissimo ginecologo versiliese e colonna da anni dell’ospedale di Lido dopo aver prestato servizio all’ospedale di Pietrasanta, sta già sostituendo Cima in questi giorni di transizione: lo storico direttore dell’ostetricia, infatti, andrà in pensione tra pochi giorni, nel mese di aprile.

A Marsili dovrebbe essere assegnato a breve il ruolo di direttore facente funzione, in attesa che l’Asl bandisca il concorso per il nuovo primario. È ovvio che il candidato forte della Versilia a un ruolo così importante, come lo sono tutti i primariati, diventa lo stesso Marsili. Che ha tutte le carte in regola per poter conquistare l’incarico quinquennale alla guida del reparto. Ma questo può significare poco o nulla, in un concorso pubblico dove le valutazioni non sono certo geografiche o localistiche. E l’ospedale versiliese ha già alle spalle un’esperienza significativa in questo senso, visto che per i due primariati più recenti la scelta è caduta su due candidati “esterni”: Giuseppe Pepe per il pronto soccorso e Plinio Fabiani per la medicina generale. Entrambi, peraltro, possono vantare buoni risultati nei primi mesi di lavoro.

Quello che è certo è che nei prossimi giorni sarà Marsili a guidare un reparto che il dottor Cima ha costruito, assieme a professionisti di assoluto valore, come uno dei punti di forza dell’ospedale. A dispetto di una bufera che nel 2008 vide finire lo stesso Cima nell’occhio del ciclone per tre neonati morti, il primario e i suoi collaboratori hanno rimesso insieme i cocci e a dieci anni di distanza i risultati si vedono: qualora venisse applicata la linea dura sulla chiusura dei punti nascita sotto i 1.000 parti all’anno, il “Versilia” non avrebbe alcun tipo di difficoltà, perché da anni si attesta sui 1.200 parti. A differenza del vicino ospedale nuovo di Lucca, che rischia di finire sotto soglia e quindi di incappare in un’eventuale scure del ministero della Salute. Ma l’ostetricia può anche vantare un fiore all’occhiello come il Centro di procreazione medicalmente assistita, diretto dalla dottoressa Cristiana Parri sotto la supervisione di Cima, che rappresenta un’eccellenza a livello regionale per numero di gravidanze portate a termine con successo.

Tutto questo si scontra, però, con una situazione attuale che è resa più difficile dalle carenze di personale. Con il pensionamento del dottor Cima l’ostetricia si ritrova con cinque medici in meno rispetto ad un organico che dovrebbe essere di diciotto. Per ora l’attività prosegue a fatica. Ma dal reparto sia i medici che lo stesso dottor Cima hanno fatto presente all’Asl come l’equilibrio sia sempre più sottile e che prima o poi l’ostetricia potrebbe essere costretta a rinunciare ad alcuni servizi. Col risultato di causare disagi alle pazienti, in particolare sulle visite ginecologiche che già nei distretti sanitari sul territorio sono a singhiozzo.

Su questo punto il dottor Marsili dovrà trovare assieme all’Asl una soluzione per non incappare in una prima, seria difficoltà.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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