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Confartigianato: ditte in difficoltà per colpa dei ritardi

Confartigianato: ditte in difficoltà per colpa dei ritardi

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VIAREGGIO. Muratori, giardinieri, elettricisti, imbianchini. Sono questi le tipologie di lavoratori e di aziende che si ritrovano a dover aspettare i tempi biblici delle pubbliche amministrazioni.

«In pratica le ditte si ritrovano a fare da banca ai Comuni – spiega Flavio Favilla di Confartigianato – Ma questa situazione provoca difficoltà alle aziende nel pagare i fornitori e i dipendenti, che devono riscuotere tutti i mesi. Sì, è vero che il pubblico paga sempre ma in media bisogna aspettare dai 4 ai 6 mesi e ovviamente a lavoro finito. Con il privato le cose vanno diversamente: pagano a stati di avanzamento e così la ditta qualcosa si mette in tasca già durante i lavori».

Dato che i tempi di pagamento spesso non sono rispettati, alcuni fornitori si rivolgono al tribunale per chiedere il pagamento degli interessi. È accaduto, ad esempio, con Michelotti Orthopedic Solutions, storica ditta lucchese che produce ausili per la mobilità (stampelle, carrozzine), la degenza (letti, sollevatori) e prodotti ortopedici per grandi e piccoli. Per il mancato pagamento di una serie di fatture di importo complessivo pari a 188mila euro, relativi a materiale e dispositivi forniti a tutta l’Asl nord ovest (non solo a Lucca), la ditta ha adito le vie legali. «Si tratta di casi isolati – spiega Favilla – Le aziende preferiscono evitare per non incorrere in nuove spese e per timore di non lavorare più col pubblico».

«La soluzione al problema dei debiti della Pa verso le aziende – dice invece Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato – è a portata di mano e Confartigianato la indica da tempo: si tratta di consentire la compensazione secca, diretta e universale tra i crediti che gli imprenditori vantano nei confronti della Pubblica amministrazione con le imposte e i contributi da pagare al Fisco. Parliamo di una somma di 25 miliardi che equivale ai versamenti allo Stato effettuati in un anno dalle imprese fornitrici di beni e servizi alla Pa e che rappresenta oltre un terzo dei 71, 6 miliardi di euro a cui ammonta il debito della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese».

Se infatti la situazione della Versilia è quella raccontata nell’articolo sopra, non cambia nel resto della provincia. Se si prende l’intera provincia di Lucca la maglia nera per i tempi di pagamento spetta al comune di Villa Basilica con un’attesa media ponderata di 225 giorni e un ritardo di 195 (l’Itp in questo caso è di 167 giorni nel primo trimestre 2017 e 113 nel secondo). «È vero ci sono un po’di ritardi – commenta il sindaco Giordano Ballini – Non siamo soliti fare ricorso alle anticipazioni di cassa e questo è causa dei ritardi». Seguono il Comune di Castelnuovo con 130 giorni (Itp non presente sul sito) e giustappunto il Comune di Lucca con 115 giorni (Itp come det-to di 45). Palazzo Orsetti è anche il Comune che ha registrato più fatture sulla piattaforma dei debiti commerciali (4. 758 fatture per 50milioni e passa di euro di cui il 91% già pagati).

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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