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CARNEVALE»LA PRIMA VOLTA DA CAMPIONI
VIAREGGIO. Quando Stefano e Umberto Cinquini imbastirono una grande festa per le maschere dei loro carri negli anni in cui si classificarono al terzo e addirittura al quinto posto, in molti si...
VIAREGGIO. Quando Stefano e Umberto Cinquini imbastirono una grande festa per le maschere dei loro carri negli anni in cui si classificarono al terzo e addirittura al quinto posto, in molti si domandavano: «E se avessero vinto cosa avrebbero fatto?». Curiosità accontentata: sabato sera al Caffè Liberty i nuovi campioni del Carnevale hanno celebrato il trionfo di Papaveri rossi con un gran galà che ha coinvolto tutti - ma proprio tutti - i protagonisti della prima vittoria fra i carri grandi. La serata si è aperta con la proiezione di un video celebrativo del carro vincitore curato da Alessandro De Plano, premiato assieme al fotografo Raffaele Carnevale per aver “immortalato” l’ultima fatica dei fratelli Cinquini: non sono mancati momenti in cui le maschere, sentendo alcuni brani inseriti nella colonna sonora della clip, hanno riproposto le varie coreografie che tanti applausi hanno strappato sui viali a mare. E poi si è passati al vero e proprio “making of” della costruzione: la famiglia Cinquini - con l’ingresso a pieno titolo di Silvia Cirri e Michele, rispettivamente moglie e primogenito di Umberto - ha ripercorso le varie tappe della realizzazione, con immagini della lavorazione all’interno degli hangar, delle prove delle coreografie e dell’esultanza dopo la lettura dei verdetti. E quando viene trasmesso il momento in cui lo speaker Daniele Maffei annuncia all’ultimo corso la vittoria di “Papaveri rossi”, tutti urlano di gioia come se lo stessero vivendo per la prima volta.
La vittoria e i richiami al calcio non sono mancati: mentre scorrono le immagini della cerimonia delle premiazioni al palazzetto dello sport riecheggia l’inno della Champions League e sulla torta celebrativa campeggia la scritta “World champions”, tanto per dirne due. Umberto, Stefano e Michele si sono oltretutto presentati con dei vistosi lustrini dorati come la medaglia ideale che hanno vinto - e qui Umberto si concede una scherzosa battuta («La mia giacca è d’oro, quella del pifferaio è di legno» alludendo al quarto posto del carro di Allegrucci, che molti avevano indicato come possibile vincitore). Solo che poi delle medaglie d’oro spuntano davvero: sono più di cento e finiscono sul collo delle maschere, dei movimentisti, delle maestranze e dei vari collaboratori, dalla dj a chi si è occupato delle luci, da chi ha curato le decorazioni agli “angeli custodi” come Umberto li chiama. E poi tutti a ballare fino a notte fonda.
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