Sicurezza
Sos degli ecologisti a Priolo per il Parco della Versiliana
MARINA. Parco della Versiliana: dalle associazioni ambientaliste arriva l’invito al Commissario prefettizio Giuseppe Priolo, alla luce dei recenti lavori nel parco, a tutelare il bosco attraverso una...
MARINA. Parco della Versiliana: dalle associazioni ambientaliste arriva l’invito al Commissario prefettizio Giuseppe Priolo, alla luce dei recenti lavori nel parco, a tutelare il bosco attraverso una serie di provvedimenti e misure. «Bisogna favorire la conservazione della biodiversità della Versiliana, area umida di elevato valore così come bisogna individuare le modalità operative per intraprendere l’istituzione di un’area protetta tale da costituire un “circuito verde” tra il lago di Porta e le dune di Forte dei Marmi come proposto durante il processo partecipativo sul piano strutturale di Forte dei Marmi. A nostro avviso – scrivono Amici della Terra Versilia, Associazione per la tutela ambientale della Versilia, Legambiente Versilia, WWF Alta Toscana Onlus – è auspicabile l’istituzione di un sito di interesse comunitario discontinuo con la possibilità di essere incluso nella Riserva della Biosfera Unesco “Selve Costiere di Toscana” gestita dal Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Pensiamo anche a un coordinamento tra enti per evitare interventi dannosi a flora e fauna e a programmare incontri pubblici per promuovere l’importanza della Versiliana e condividerne la gestione con la comunità locale facendo tesoro dei contributi che possono venire da cittadini ed associazioni. Chiediamo, inoltre, che prima di ogni intervento e progettazione sia convocato il tavolo di coordinamento di cui devono far parte anche rappresentanti delle nostre associazioni».
Fra le proposte degli ambientalisti in ottica interventi nel bosco, quello di «attenersi a quanto dice il capitolato d’appalto sull’esecuzione dei lavori da effettuarsi “con piccoli mezzi e a mano” evitando il ricorso a mezzi pesanti che distruggono gli apparati radicali, il suolo e arrecano danni alla fauna. Preservare gli orizzonti superficiali del suolo, evitare l’abbattimento di alberi ad alto fusto e potature non necessarie e capitozzature, tutelare il sottobosco evitando interventi e avere una direzione dei lavori in grado di garantirne la correttezza per impedire la distruzione di piante protette e del novellame, oltre a istituire un comitato scientifico di livello universitario e a limitare la ripiantumazione di pini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
