Sicurezza
Servetti: «Ci sono altre soluzioni»
Non nasce ora la messa in vendita della Casa delle donne da parte dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Perché di questa intenzione vi era già notizia, nero su bianco, nella bozza di...
Non nasce ora la messa in vendita della Casa delle donne da parte dell’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro. Perché di questa intenzione vi era già notizia, nero su bianco, nella bozza di convenzione tra Comune ed associazione. Bozza che - ha spiegato ieri la presidente della Casa delle donne, Ersilia Raffaelli - la Casa delle donne non ha firmato. Alla domanda se da allora ad oggi, quando l’edificio al Marco Polo è entrato nel Piano delle alienazioni dell’amministrazione, vi siano stati incontri tra associazione e Comune, Raffaelli risponde: «Da allora non ci hanno mai convocato e non abbiamo mai avuto modo di incontrare il sindaco».
Decisamente diversa la risposta, alla stessa domanda, dell’assessore al bilancio Laura Servetti (nella foto): «Gli assessori Mei e Tomei hanno incontrato più volte le signore». Ed è stata fatta «una valutazione complessiva su un altro immobile», continua Servetti, per poi aggiungere: «Ci sono già 3-4 soluzioni».
Per la maggioranza che sostiene il sindaco la vicenda Casa delle donne non è facile da gestire. E lo si capisce dalle parole di Marinella Spagnoli (lista “Viareggio tornerà bellissima”) che punta il dito sulle «modalità con cui siamo venuti a conoscenza della cosa», salvo ricordare che l’edificio ai margini della pineta di Ponente «è inadatto a quel tipo di attività». Per dirla con le parole di Chiara Consani (Lista Del Ghingaro), avvocato e presidente della commissione legalità, «la Casa delle donne è un posto lugubre. Fossi una donna che ha bisogno piuttosto che entrare lì mi ammazzerei...». A margine della commissione sui rifiuti, parlando ad alta voce con la consigliera Maria Pacchini (Lega). (d.f.)
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