Attenzione
Quei 100 volti illustri
A Villa Argentina i ritratti di Dolfi ai grandi personaggi della città
La mostra di Marco Dolfi che si inaugura questo pomeriggio alle 17 nelle sale di Villa Argentina dal titolo La Versilia in 100 ritratti (e che andrà avanti fino al 15 aprile) presenta oltre cento ritratti, realizzati facendo ricorso a tutte le tecniche pittoriche, nella maggior parte di personaggi dell’arte, della letteratura, protagonisti della cultura del Novecento, intimamente legati alla realtà di Viareggio e della Versilia, sia perché in questa striscia di terra hanno avuto i natali, sia perché vi hanno soggiornato lasciandovi i segni fecondi del loro passaggio.
Per questo, oltre ad essere un’iniziativa che testimonia il valore artistico raggiunto da Marco Dolfi, la coerenza e l’impegno finora riversati nel rappresentare il mondo che lo circonda con l’originale codice poetico che da sempre caratterizza i soggetti della sua pittura, siano essi oggetti minimali, girasoli bruciati e fiori recisi, pinete o ritratti, come quelli dedicati alla moglie Regina, alla figlia e ai nipoti, o ai personaggi che oggi presenta, questa esposizione assume la valenza di importante documento storico e culturale.
I ritratti dei personaggi che vi sono esposti, se raggruppati, possono rappresentare una sorta di ideale topografia culturale in grado di testimoniare la ricchezza e la varietà delle energie e delle presenze operanti nel territorio di Viareggio e della Versilia.
Una terra, la Versilia, dove già nei primi anni del Novecento un gruppo di giovani artisti, letterati e rivoluzionari, stretti intorno alla figura del poeta genovese Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, diedero vita con slancio e passione al cenacolo della “Repubblica d’Apua” che per circa un decennio infiammò la vita culturale della Versilia e del comprensorio dalla Spezia a Pisa.
Che il “Manipolo d’Apua” non avesse solo una dimensione folcloristica, ma fosse una realtà culturale importante si evince dai nomi di coloro che componevano l’organigramma del gruppo: Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, Lorenzo Viani, Luigi Salvatori, Italo Sottini, Ubaldo Formentini, Alceste De Ambris, Manfredo Giuliani, Torquato Pocai, Peppino Chimico, Vico Fiaschi, Luigi Campolonghi, Giuseppe Ungaretti, Giorgio Brissimisakis, Moses Levy, Mario Bachini, Spartaco Carlini, Enrico Pea.
Viareggio è sempre stata «l’approdo di tutti i poeti, di tutti gli artisti, di tutti i letterati». Viareggio, come si legge in una lettera del 1929 di Luigi Leonzi, Podestà di Viareggio, «oltre alla rinomanza della sua spiaggia prodigiosa, ha anche una storia di operosità letteraria, da Giusti a Giovan Battista Giorgini, dalla Ouida a D'Annunzio, per tacere dei minori, che trassero ispirazione dalle nostre terre incantevoli».
Per questo, nell’agosto del 1929, sulla spiaggia, sotto un ombrellone dello stabilimento "Lido" di Attilio Barsanti, è nato il Premio Letterario Viareggio, da un'idea di Leonida Rèpaci che insieme a Carlo Salsa ed Alberto Colantuoni, pensò di dare vita ad un premio da attribuire nel contesto di una cerimonia culturale, ma anche mondana, capace di animare le estati viareggine.
L'idea dei tre, fu subito condivisa anche da Primo Conti, Lorenzo Viani, Gian Capo, Gioacchino Forzano e da altri illustri rappresentanti della colonia di letterati ed artisti presenti in Versilia: Carlo Carrà, Ardengo Soffici, De Grada, Gianni Vagnetti, Felice Carena, Mino Maccari, Francesco Messina, Roberto Longhi, Anna Banti ed altri ancora.
E proprio al Premio Letterario Viareggio fa riferimento la maggior parte dei personaggi ai quali Dolfi ha dedicato un ritratto, da Leondida Repaci, che ne fu il fondatore, a Leone Sbrana, infaticabile segretario dal 1946 al 1963 e Gabriella Sobrino, che ne ricoprì il ruolo dal 1964.
Poi ai membri delle Giurie: Renato Guttuso, Eugenio Montale, Roberto Longhi, Natalino Sapegno, Giuseppe Ungaretti. Infine ai premiati: Lorenzo Viani, Silvio Micheli, Enrico Pea, Natalia Ginzburg, Mario Tobino, Cesare Garboli, Oriana Fallaci, Mario Luzi, Manlio Cancogni, Mario Soldati, Ada Merini.
Uno spazio importante della mostra è relativo alla presenza degli attori. Mario Tobino nel suo Sulla spiaggia e di là dal molo, ha scritto: «Succedeva che a Viareggio nell’estate, venivano a riposarsi tutti gli attori, quelli in fulgore, i semispenti, i vecchi che pur tuttavia si rodevano di covar ancora qualche uovo e, naturalmente, tutti, pur essendo in vacanza, avevano nel cuore il teatro, le luci della ribalta, parlare nel silenzio ad altre anime».
Poi ancora: «All’Eden del cavalier Morandi c’era Petrolini, il vero attore, quello grande. Ripetutamente li ho visti, seduti in fila: Gandusio, la Galli, Fregoli, Ricci, la Bagni, la Braccini, Zacconi e i suoi figli e Rosano, Bibi, Raniero».
Leone Sbrana, nel volume Il Premio, ha scritto: «Quando l’afa estiva stava ormai smorzandosi e una leggera brezza di maestrale, sfuggendo al sole rosso che già lambiva la linea dell’orizzonte, ci veniva incontro, riconciliandosi con l’estate, ecco che rivedevo Pirandello. Anche se la Passeggiata era affollata, non tardavo a scoprirlo».
Alcuni dei protagonisti di questa stagione teatrale sono rappresentati nella mostra, accanto ad altri che hanno fatto la storia della cinematografia italiana come Renato Salvatori, Toto, Delia Scala, Mario Monicelli, Pier Paolo Pasolini, e a personaggi poliedrici, scrittori, artisti, giornalisti, organizzatori di eventi e scopritori di talenti, del calibro di Krimer, Cristoforo Mercati, Vittorio Grotti, Sergio Bernardini e Aldo Valleroni.
Viareggio, oltre ai già citati Lorenzo Viani, Mario Tobino e Silvio Micheli, ha una rappresentanza qualificata e numerosa di scrittori. In mostra Marco Dolfi ha esposto i ritratti di due sensibili poeti, Giuliano Bimbi e Luca Ghiselli, di Luisa Petruni Cellai e di Francesco Bergamini, che con i suoi scritti ha dato un contributo unico ed originalissimo alla valorizzazione della storia e della cultura della città.
Il mondo della musica è rappresentato con poche, ma altamente qualificate presenze. Giacomo Puccini, che fu di Viareggio e di Torre del Lago cittadino affezionato, in questo territorio trovò ispirazione per comporre melodie immortali universalmente apprezzate. Icilio Sadun, compositore e direttore d’orchestra, autore della musica della prima canzone ufficiale del Carnevale dal titolo Il Carnevale a Viareggio. Enzo Borlenghi, diplomato in composizione e pianoforte, fu direttore dell’Istituto musicale Boccherini di Lucca. Arrigo Pelliccia, valente concertista di violino, che fu avviato agli studi musicali dal padre, violinista stimato da Giacomo Puccini.
Il mondo dell’arte, pittura e scultura, è ampiamente documentato. Oltre Lorenzo Viani, che con il "nero d'avorio" e le terre gialle e rosse, ha dipinto la Viareggio di là dal molo, e Moses Levy, che con i bianchi luminosi e le tonalità dei gialli, ha testimoniato la solarità della spiaggia viareggina, Marco Dolfi ha dedicato un ritratto anche ad altri artisti che hanno rappresentato con le loro opere le molteplici anime della città. Renato Santini, Mario Marcucci, Alfredo Catarsini, Uberto Bonetti, Giovanni Lazzarini, “Menghino”, Serafino Beconi, Inaco Biancalana, Fausto Maria Liberatore, Galileo Chini, pittore, ma anche decoratore, grafico e ceramista, artefice, con l’ing. Alfredo Belluomini, della dimensione Liberty della Viareggio Perla del Tirreno.
Questi sono alcuni dei “ritratti” che Marco Dolfi, con la vitalità del segno e del colore che caratterizza il suo originale codice espressivo, ha realizzato negli anni e che presenta in questa mostra. Se Mario Tobino ha scritto, nelle righe che chiudono il suo Sulla spiaggia e di là dal molo, «la storia procede con infinita logica e gli uomini la tessono», Marco Dolfi, con la poesia della sua arte, ha voluto offrire un contributo alla conoscenza e alla valorizzazione della storia dell’arte, della letteratura e della cultura di Viareggio e della Versila dal Novecento ad oggi.
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