Il Tirreno

Versilia

forte dei marmi

Troppo costoso rifare il pontile, forse meglio farne uno nuovo

di Melania Carnevali
Troppo costoso rifare il pontile, forse meglio farne uno nuovo

Secondo il progettista del Comune 1,7 milioni di euro non bastano per la messa in sicurezza. Enrico Ghiselli: «È una cifra enorme, ci conviene demolirlo e costruirne uno ex novo»

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FORTE DEI MARMI. «È veramente un guaio». Dice proprio così l’assessore ai lavori pubblici di Forte dei Marmi Enrico Ghiselli riferendosi allo stato del pontile. «Un guaio». Ha appena scoperto che il milione e settecentomila euro, calcolato in un primo momento per la ristrutturazione, non basta più. Le travature e i piloni di quella struttura inaugurata ormai sessant’anni fa (era il 18 maggio 1958 quando l’allora sindaco Antonio Molino tagliò il nastro) sono talmente malmessi che i tecnici del Comune hanno dovuto studiare e ristudiare le tavole per arrivare a un progetto di ristrutturazione che sia anche una vera e propria messa in sicurezza. E il prezzo è salito ancora. A quanto, non è chiaro. Ma è chiaro invece che l’amministrazione comunale sta pensando a un piano b: «Tanto vale demolirlo e ricostruirlo. Ci confronteremo con i Comuni di Pietrasanta e Camaiore per capire quanto hanno speso e quanto potrebbe costarci».


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Quelli di Tonfano e Lido sono pontili nati dieci fa entrambi per il passeggio, a differenza di quello ormai sgangherato del Forte, iniziato a costruire nel 1955 per far da attracco alle navi che trasportavano il marmo. Il primo, quello di Pietrasanta, ha sfiorato il record: 240 metri di lunghezza e quattro di altezza. Un’opera che sembra quasi un viadotto sul mare. Costo: 3 milioni di euro. Poco più di quello che verrebbe a costare la ristrutturazione del vecchio pontile del Forte (anche se stiamo parlando di dieci anni fa). Quello di Camaiore invece è più corto: 125 metri appena, ma con un ristorante sul mare da mille e una notte. È stato realizzato con un project financing agganciato alla realizzazione di due parcheggi sotterranei in altrettante piazze di Lido (piazza Lemmetti e piazza Matteotti) e di alcuni edifici commerciali: intervento complessivo da dieci milioni di euro. E anche in questo caso parliamo di dieci anni fa.

Quello di Forte dei Marmi invece è stato il primo pontile a essere realizzato in Versilia. Le sue origini risalgono addirittura alla seconda metà dell’Ottocento: all’epoca il marmo veniva portato dalle montagne fino alla spiaggia per poi essere caricato sui navicelli con le chiatte o tirando in secca con i buoi i bastimenti. Serviva un ponte caricatore per agevolare il carico dei bastimenti e allora venne realizzato, tra l’agosto 1876 e il febbraio 1877. Quasi 260 metri di lunghezza di ponte con in cima una gru che si chiamava la Mancina, perché il suo movimento rotatorio era sempre verso sinistra. Quel ponte rappresentò lo sviluppo per la Versilia. Poi, nel 1943, venne distrutto dai tedeschi e ricostruito daccapo dodici anni dopo. Adesso la storia potrebbe riniziare di nuovo. «In un primo momento il conto era di un milione e settecentottanta – spiega Ghiselli –. E già queste cifre sono enormi. Mandano in fumo tutti i progetti. Il bilancio di un anno per i lavori pubblici viene interamente preso. Ora pare il costo sia aumentato. Ma se le cose stanno così non ha senso. Tanto vale – ripete – farlo nuovo. Ma valuteremo una volta incontrato il progettista».
 

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