Sicurezza
Carnevale, cancellati tutti i premi speciali
Dal premio Malfatti al premio Casani, la Fondazione “dimentica” i riconoscimenti viareggini
VIAREGGIO. «Dov’en finiti i groncioli per fa’ la panzane’, la cena co’ ballocciori e un salacchino in tre», canticchiava Egisto Malfatti in Viareggio timida. E a questo punto viene da domandarsi dov’en finiti i premi speciali intitolati allo stesso Malfatti, ma anche a Brunello Romani, ad Enrico Casani, ad Alberto Sargentini o a Francesco Del Carlo: conferiti regolarmente fino allo scorso anno, sono letteralmente spariti dalle premiazioni di ieri. Così, nel nulla, senza uno straccio di motivazione da parte di chi – la Fondazione Carnevale – li ha sempre assegnati.
Un’assenza che stupisce e dispiace, perché era pur sempre un’occasione per onorare la memoria di chi ha contribuito e non poco alla crescita del Carnevale e a farne lo spettacolo che è diventato. E per gratificare con un riconoscimento i tanti personaggi che tanto danno alla manifestazione. Forse pensando (erroneamente, a nostro avviso) che per fare un Carnevale internazionale occorra giocoforza cancellarne la viaregginità.
Di premi speciali ne sono stati invece assegnati tre a sorpresa dalla Fondazione Robert Kennedy per i diritti umani, presieduta (come la Fondazione Carnevale) da Marialina Marcucci. E sono andati, per diverse motivazioni, ad Alessandro Avanzini, alla famiglia Lebigre-Roger e a Roberto Vannucci. Al primo perché «lo sguardo del clochard era lo stesso di Nelson Mandela del quale rivendicammo nel 1988 la liberazione», al secondo perché «il movimentista che osservava il mondo da una gabbietta mi ha ricordato un liberiano che guardando dalle grate perdonò i suoi torturatori» e al terzo «bravissimo a raccontare la sofferenza umana: il movimento del mascherone centrale incatenato è stato una grande cosa per noi che nelle prigioni ci siamo stati davvero».
Marcucci ha spiegato che «il Carnevale è conosciuto e amato nel mondo per la sua satira politica» ma che allo stesso tempo «in un mondo sempre più globalizzato» ha preso piede «l’allegoria dei grandi temi nel mondo».
E a proposito di satira ci piace sottolineare il messaggio di Fabrizio Galli al momento di ricevere la statuetta per il terzo posto fra i carri grandi: «Una bella soddisfazione questo podio, ma mi piace pensare ai segnali di riavvicinamento tra il presidente americano Donald Trump e il leader nordcoreano Kim Jong-un – dice lui – da oggi la colomba della pace è meno di cristallo, come quella del mio carro, e un po’ più bianca». (s.p.)
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