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Slow Food: basta scempi l’olivo quercetano va protetto
SERAVEZZA. La Condotta Terre Medicee e Apuane di Slow Food torna a chiedere protezione per l’olivo quercetano. «Senza pianificazione e tutela - si legge in una nota - si procede alla continua...
SERAVEZZA. La Condotta Terre Medicee e Apuane di Slow Food torna a chiedere protezione per l’olivo quercetano. «Senza pianificazione e tutela - si legge in una nota - si procede alla continua cementificazione di terreni olivati sia per uso pubblico che privato asportando vecchie piante e ricollocandole senza nessuna perizia e cura per la sopravvivenza delle piante stesse, prova ne sia la sorte toccata alla maggior parte delle piante già spostate in precedenza. Tali lavori sono stati fatti asportando tutte le radici degli olivi, tra l’altro in periodi inopportuni o dannosi per il ciclo della pianta; poi nessuno si è curato di assistere le piante nella difficile fase del trapianto e del successivo attecchimento. Il valore paesaggistico, agronomico e biologico della varietà è indiscusso ma poi nei fatti è sempre l’olivo la vittima sacrificale del giardino pubblico, della villetta privata, della pista ciclabile, del passaggio pedonale (come se queste cose non si potessero in gran parte fare mantenendo le piante o studiando soluzioni più eco compatibili), olivo che nessuno si cura di salvare».
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