Sicurezza
Costretti tra degrado e promesse non mantenute
VIAREGGIO. Il Piazzone aveva bisogno di una cosa sola, sono le parole di Antonio Batistini, commerciante del mercato e consigliere comunale: «Velocità. Ed invece niente è stato fatto in tre anni»....
VIAREGGIO. Il Piazzone aveva bisogno di una cosa sola, sono le parole di Antonio Batistini, commerciante del mercato e consigliere comunale: «Velocità. Ed invece niente è stato fatto in tre anni». Periodo durante il quale i numerosi fondi vuoti sono rimasti sfitti, rinunciando il Comune in dissesto ad incassare. Così che, continua Batistini «siamo arrivati ad avere una trentina di fondi chiusi, il che significa dalle 20 alle 30 attività che potrebbero rilanciare il mercato».
Sono le 9 di un sabato mattina, di nuovo una giornata piovosa e fredda. Ma il giorno prima c’era il sole, atteso da tempo, e quasi caldo: «Volete sapere con quanto in tasca sono andato via venerdì sera, dopo una giornata di lavoro?», sono le parole di Carmelo Donzella, altro commerciante storico del Piazzone, che propone abbigliamento di qualità: «Venti euro».
A Pasqua, aggiunge Batistini, «”festeggiamo” un anno da quando ci è stato promessa la nuova illuminazione. I lampioni sono stati sostituiti in quasi tutta la città, tranne che al mercato». Dove i commercianti del Piazzone - sottolinea Batistini - «operano anche in condizioni di concorrenza sleale nel confronto con le altre attività. Perché bastano pochi euro non pagati, o pagati in ritardo, per vedersi revocare la concessione».
Stefano Lazzarini, presidente del Consorzio “Centro città”, scuote la testa scoraggiato: «È sicuro che l’estate la passiamo così. Con anche le minime cose che mancano: ci sono perfino le infiltrazioni nel tetto del Loggiato».
Aggiungete - è ancora la voce di Donzella - «che non c’è più nessun contatto con l’amministrazione comunale. Anche l’assessore Alberici oggi delega alla collega Lombardi. E pensare che per riuscire a distruggere questo Piazzone bisogna essere proprio non capaci di governare». Donzella indica i chioschi sul lato opposto della strada rispetto al suo: «Mi avevano garantito che entro fine 2017 li avrebbero rimossi. Sono perfino pericolanti...».
Eppure, la considerazione è d’obbligo, l’amministrazione del sindaco Del Ghingaro sembra proseguire sulla strada del rinnovamento del Piazzone: «Ed il volto nuovo di questo mercato con chi pensano di realizzarlo? Con i fantasmi del Piazzone?», sono le parole dure del commerciante. Che aggiunge: «La verità è che ci vogliono cacciare per disperazione. E quando non ci saremo più faranno quello che vogliono».
Da un chiosco poco distante arriva un’altra voce che incalza il cronista a guardarsi intorno, con lo sguardo al degrado imperante: «I tombini sono tutti ostruiti e quando piove ci ritroviamo allagati, nonostante le segnalazioni ripetute inviate al Comune. Chi cerca rifugio di notte per dormire sotto il loggiati lascia escrementi ovunque. E Sea non li rimuove fino a quando non si sono seccati. Te li ritrovi negli angoli dei chioschi e anche in giro, un po’ ovunque».
L’altro problema, annoso, è quello dei piccioni. Hanno nidificato a decine nel corridoio centrale, là dove ci sono i condizionatori. In alto, al riparo e al caldo, è la condizioni ideale. Non c’è bisogno di grandi progetti - così il coro dei commercianti - per un intervento che ne limiti la presenza e, di conseguenza, lo sporco che distribuiscono in giro. In un mercato dove ci sono anche numerosi esercizi commerciali che vendono prodotti alimentari o li somministrano.
Tra le tante questioni, anche l’ultima tendenza, raccontata di bocca in bocca: «Ci sono banchi che vengono aperti per finta, perché non si pensi che siano chiusi, a rischio di perdere la concessioni. Qualcuno li apre, con pochi oggetti per figura, e nessuno vende niente più o meno per tutta la giornata».
Il tutto mentre sotto i loggiati le attività continuano a chiudere e chi resiste lo fa con grandissima fatica. Anche se tutti i concessionari rimasti hanno ormai firmato i nuovi contratti proposti dall’amministrazione comunale.
Non va meglio tutto intorno. Per un’attività che apre i battenti nella centralissima via Battisti (il 15 marzo è la volta di una yougurteria che ben promette) decine di altri negozi espongono i cartelli “ultimo giorno”. Da lì in poi solo le vetrine avvolte nella carta, in attesa che qualcun altro tenti la fortuna.
In una zona pedonale dove la pavimentazione è ormai sconnessa in più punti, senza che il ripristino sia tra gli interventi urgenti di Mover, almeno per l’anno in corso. (d.f.)
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