Il Tirreno

Versilia

Ponsi salva per tre anni ma restano i licenziamenti

di Cesare Bonifazi
Ponsi salva per tre anni ma restano i licenziamenti

La dirigenza ha presentato un piano industriale che arriva alla fine del 2020. Operai continuano la mobilitazione, ieri ancora fermo il sito di Massarosa

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MASSAROSA. Un piano per continuare a lavorare alla Ponsi c’è, ma a termine. Per quanto riguarda i licenziamenti, quelli no, non si torna indietro e sono ancora confermate le 13 delle 17 lettere inviate per altrettanti operati che presto, secondo le intenzioni della dirigenza, se ne dovranno andare.

Mercoledì si è riunita un’assemblea dei lavoratori per valutare il piano industriale con l’analisi dei costi e dei ricavi, presentato dall’azienda lo scorso 5 marzo durante l’ultimo incontro al tavolo dell’associazione Industriali a Lucca con i sindacati. Un documento che quindi traccia un futuro possibile per lo stabilimento di Massarosa.

Per la prima volta, l’azienda ha presentato un documento comparativo circa gli equilibri del settore della rubinetteria e delle attese oltre che delle previsioni circa l’andamento del fatturato e dell’occupazione per i prossimi tre anni. Da questo momento quindi si apre una nuova fase negoziale per discutere le prospettive triennali contenute nel documento dell’azienda: un progressivo aumento della capacità lavorativa del sito massarosese in termini fatturati che arriveranno fino a sette milioni. Oltre a questo, si parla anche di ipotesi trasferimenti e esodi verso la pensione eventualmente incentivati.

Data la prospettiva di Ercos, la società che controlla la rubinetteria Ponsi, i lavoratori dovranno valutare la situazione anche alla luce che la proprietà non vuole tornare indietro sui 13 esuberi. Come si concilieranno queste due prospettive sarà oggetto di una futura trattativa. C’è infatti da considerare che un eventuale incentivo alla produzione mal si concorda con il fatto che i lavoratori che rimangono a lavorare sono comunque a regime di part-time.

Nel frattempo i sindacati in una nota hanno manifestato l’intento di mantenere vivi «i contatti con i rappresentanti del territorio e dell’amministrazione comunale di Massarosa che, sempre presenti alle iniziative dei lavoratori, hanno manifestato nuovamente l’interesse a svolgere un ruolo positivo nella vertenza che coinvolge 36 lavoratori della Versilia». Non è escluso quindi che si possa tornare in tavolo di crisi in Regione nelle prossime settimane se non si arriverà a un accordo.

Proseguirà intanto nei prossimi giorni lo stato di agitazione e non sono escluse nuove iniziative di protesta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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