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Versilia

Contestarono Salvini: ventisei a processo

Contestarono Salvini: ventisei a processo

Si sono opposti a un decreto penale di condanna per adunanza sediziosa. Uno di loro è imputato di accensioni ed esplosioni pericolose

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VIAREGGIO . Sono ventisette gli imputati che oggi si dovranno presentare davanti al presidente della sezione penale del tribunale di Lucca Gerardo Boragine per rispondere degli scontri con le forze dell’ordine durante le contestazioni al leader della Lega Matteo Salvini nel maggio del 2015, in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative a Viareggio e Pietrasanta. Gli imputati identificati e segnalati sono tutti cittadini versiliesi.

I loro nomi, che si trovano nel decreto di giudizio immediato a seguito di opposizione al decreto penale di condanna, sono Michelangelo Di Beo, Alessandro Giannetti, Mario Giannelli, Agostino Della Pina, Andrea Coltelli, Luca Redondi, Laura Lunardini, Gioia Giannini, Alessandro Giusti, Andrea Maffei, Nicola Valenzi, Ruggero Simonelli, Barbara Barsottelli, Filippo Salvatori, Nicolò Martinelli, Luna Caddeo, Andrea Ulivi, Amarildo Marku, Cristian Giusti, Roberto Giusti, Nicolò Pezzoli, Lorenzo Tazioli, Andrea Giusti, Samuele Marsili, Gianluca Venturini, Angelo Macaluso.

Sono tutti imputati di aver fatto parte di «un’adunata sediziosa». Si legge nel decreto che i manifestanti hanno protestato scandendo slogan contro la Lega Nord e contro Matteo Salvini. Oltre a questo avrebbero tirato contro l’onorevole in campagna elettorale delle uova e avrebbero distribuito volantini con l’immagine di Salvini raffigurati con degli escrementi al posto del cervello. Per uno di loro l’imputazione è quella di accensioni ed esplosioni pericolose per aver acceso due fumogeni durante la contestazione. I manifestanti furono identificati e rintracciati

Per loro arrivò nel 2016 il decreto penale a firma del giudice per le indagini preliminari della Procura della repubblica del tribunale di Lucca Riccardo Nerucci che li condannava al pagamento di un’ammenda di 1.250 euro ciascuno, tranne per uno di loro, condannato a pagarne 1.350 per aver lanciato due fumogeni. I manifestanti si sono però opposti a quel decreto, facendo ricorso. Da qui il processo davanti al giudice che inizia appunto oggi.

Non è chiaro se il leader del Carroccio si costituirà a processo. All’epoca dei fatti Salvini documentò la vicenda sui propri social network con foto e video delle contestazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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