Il Tirreno

Versilia

arrestato un 40enne 

Con una maschera di Halloween aggredisce l’ex datore di lavoro

di Ambra Prati

VIAREGGIO. Mosso da astio cieco nei confronti di quello che una decina di anni fa, per un breve periodo, era stato il suo datore di lavoro, un disoccupato pretendeva da quest’ultimo 30mila euro. Con...

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VIAREGGIO. Mosso da astio cieco nei confronti di quello che una decina di anni fa, per un breve periodo, era stato il suo datore di lavoro, un disoccupato pretendeva da quest’ultimo 30mila euro. Con la maschera di Halloween sul viso e imbracciando una mazza da muratore, il 2 novembre scorso ha aggredito e pestato a sangue un imprenditore 60enne reggiano. È solo uno degli episodi contestati all’uomo che, secondo l’accusa, stava perseguitando l’imprenditore. In seguito ai riscontri raccolti dai carabinieri di Reggio Emilia, ieri Mycol Norcini, 40 anni, originario di Viareggio e residente a Parma, è finito in carcere. L’uomo, adesso detenuto, deve rispondere dei reati di tentata estorsione continuata e lesioni aggravate.

Le minacce del 40enne erano rivolte sia all’imprenditore sia alla moglie di quest’ultimo. Già nel 2007 aveva minacciato il 60enne con una pistola, mentre nel 2012 l’aveva aggredito facendolo cadere dalla bicicletta. Dopo un periodo di stop, l’escalation dell’aggressività ha raggiunto il suo culmine tra novembre e dicembre scorsi. Il 2 novembre l’episodio più grave: l’imprenditore si trovava vicino ad una legnaia a Gattatico, una località vicino Regigo Emilia, quando è stato raggiunto da uno sconosciuto che, con il volto travisato da una maschera di Halloween, lo aveva colpito più volte alla testa e alla gamba con una mazzetta da muratore, facendolo cadere a terra svenuto e continuando a colpirlo a suon di calci e pugni. Un pestaggio, che aveva costretto la vittima ad un ricovero in ospedale di cinque giorni: i medici avevano dimesso il 60enne con una prognosi di 40 giorni. Non era finita qui, perché il 10 novembre il 40enne si era presentato alla moglie della vittima, profferendo minacce. E ancora il 17 dicembre, al telefono, Norcini era stato esplicito: «Adesso tocca a te. Quello che è tuo è mio. Perderai ogni cosa».

Ad incastrare il 40enne per il pestaggio del 2 novembre è stato un normale controllo stradale: fermato a Ravenna, l’uomo aveva in auto la maschera e una pistola scacciacani. L’indagato aveva conosciuto la vittima una decina di anni fa: avrebbe dovuto iniziare con lui un’attività di compravendita immobiliare e per circa due mesi aveva collaborato con l’imprenditore, senza concludere nulla. Poi il rapporto di lavoro si era interrotto, con il 40enne che, forse provato dal fatto di non aver trovato un altro lavoro, aveva iniziato a incolpare l’imprenditore della sua situazione e a pretendere, dopo tempo, 30mila euro. Soldi che, a suo dire, gli spettavano di diritto.



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