Il Tirreno

Versilia

2017, l’anno orribile per il commercio

di Cesare Bonifazi
2017, l’anno orribile per il commercio

In dodici mesi chiusi 96 negozi in tutta la Versilia

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VIAREGGIO. La Versilia dello shopping, quella della vendita al dettaglio, è sempre più in crisi. Anche nella Passeggiata di Viareggio, uno dei luoghi più frequentati della nostra costa, non è strano trovarsi davanti delle vetrine vuote. Una coda lunga di una crisi che da dieci anni sta piagando non solo le grandi aziende ma anche e soprattutto i pesci piccoli che in un modo o nell’altro hanno provato a restare a galla. E se dal 2009 dal 31 dicembre sono 290 le imprese versiliesi che operano nel commercio al dettaglio (escluse quelle di auto e moto) che hanno tirato giù la serranda definitivamente, il 2017 può essere considerato l’anno orribile per il settore perché nei nostri sette comuni costieri. Solo nello scorso anno sono chiusi 96 negozi. Un’incidenza che corrisponde quasi al 35% delle chiusure dall’inizio della crisi del 2008. Si tratta di un numero assoluto che comprende il saldo di imprese che hanno chiuso e quelle che nel frattempo hanno aperto.

Non sono compresi in questi ragionamento le grandi catene: va fatta infatti una distinzione tra negozi diretti (quelli che portano anche la propria manodopera dall’esterno) e i franchising (che, pur con una marca non autoctona, sono vere e proprie aziende del territorio). A soffrire particolarmente di questo fenomeno sono quelle imprese che si occupano di commercio di prodotti per uso domestico, quelli di articoli culturali e ricreativi (come le librerie e i negozi di dischi) e i negozi di abbigliamento. Nell’arco di dodici mesi, dal 31 dicembre 2016 alla stessa data dell’anno successivo queste tre voci corrispondono a 46 attività non più attive sul territorio.

I negozi di prodotti per la casa sono diminuiti di 18 unità, quelli di vestiti di 15 e quelli di calzature di 13. Dati che arrivano direttamente dall’ufficio Statistica della Camera di commercio di Lucca che fotografa una situazione preoccupante per i nostri piccoli commercianti. Se nel 2009 in Versilia si contavano 3.036 imprese che trattavano il commercio al dettaglio, questo numero è calato di 174 unità in sei anni: nel 2015 erano 2862. Questo numero è leggermente calato nel 2016 quando il commercio al dettaglio contava sulla costa 2842, appena venti in meno. Sono diventate 2746 le imprese al 31 dicembre del 2017. Va considerato che in questa pericolosa discesa, la parte da leone la fa proprio Viareggio. In sette anni, dal 2009 al 2016, si parla di 97 imprese chiuse.

«Uno dei motivi di questa seconda crisi è il commercio online - commenta Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio - se si prendono in considerazione solamente le chiusure, lasciando da parte coloro che hanno provato ad aprire, si contano altre 400 attività di versiliesi che non esistono più. Un settore che non va in crisi è invece quello della ristorazione: non soffre come il commercio perché internet non è entrato ancora nel campo in modo tale da cambiare le nostre abitudini».

E i dati confermano la tendenza: gli acquisti online di elettronica superano in Italia il 20%, l’abbigliamento si piazza all’8%. Discorso a parte invece va fatto per le imprese attive che operano nel commercio al dettaglio ambulante: solo negli ultimi anni hanno chiuso 41 imprese: dal 2015 al 2016 ci sono 17 ambulanti in meno. E anche in questo ambito l’anno appena passato si conferma annus horribilis del commercio: in soli dodici mesi hanno chiuso infatti 24 imprese. Questo perché, oltre a internet, la tradizione dei mercati rionali si sta perdendo con il tempo e le generazioni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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